Lo storico problema che riguarda gli specializzandi in questo Paese è quello del cosiddetto “imbuto formativo”, cioè della differenza che intercorre tra il numero di medici laureati ogni anno e le borse di specializzazione messe a disposizione dallo Stato e dalle Regioni, ma per la prima volta dopo anni questo governo ha compiuto scelte decisive: una promessa che non è venuta meno e un impegno personale costante  

Se infatti per anni le borse di specializzazione messe a disposizione non erano sufficienti a coprire il numero delle richieste, con il decreto Rilancio il numero di borse disponibili è stato decisamente incrementato. Per il 2020 infatti il numero di borse ammonta a 14.455, di cui ben 13400 finanziate dallo Stato (le borse destinate alle università lombarde in totale sono 2479). Grazie al Decreto Rilancio siamo riusciti a finanziare 4200 borse in più, e questo impegno continuerà anche nel 2021. Con le risorse dei fondi europei devono diventare stabili anche per gli anni successivi. Risorse ingenti che rappresentano però un investimento imprescindibile, come quelli per le altre professioni sanitarie. 

Anche le borse di formazione per medicina generale hanno avuto un considerevole aumento con il finanziamento di 1583 borse per il triennio 2019-22 ( alla Lombardia ne sono destinate 313. A questo proposito mi permetto di segnalare due fatti importanti che hanno visto il mio impegno diretto: lo stanziamento di 20 milioni di euro del Fondo sanitario a decorrere da quest’anno destinato al finanziamento delle borse e all’interno del decreto Rilancio la proroga fino al 2021 della possibilità per gli iscritti al corso di medicina primaria di assumere incarichi provvisori o di sostituzione fino ad un massimo di 650 assistiti, senza perdere la borsa di formazione e riconoscendo tale impegno ai fini del ciclo di studio.

Nella nostra regione la carenza di medici di assistenza primaria è grave e talmente compromessa che ci sono incarichi provvisori ancora scoperti, tanti assistiti senza medico, ambiti carenti, posizioni non assegnate. Purtroppo questo è il risultato di anni di programmazione scarsa a livello nazionale e regionale. A fronte di un energico rafforzamento degli ultimi anni da parte dello Stato, sarebbe stato utile anche un investimento considerevole da parte delle Regioni. Anche in considerazione della popolazione da assistere i comportamenti sono stati diversificati. Per esempio la Regione Lombardia ha finanziato 85 borse per una spesa di 9,5 milioni, mentre la Regione Sardegna ha messo a disposizione 15 milioni per finanziare 192 borse aggiuntive. La Regione Campania ha finanziato 164 borse, Regione Veneto ne ha finanziate 90 e l’Emilia-Romagna 72.

È fondamentale dunque che tutti i livelli istituzionali mantengano l’impegno di non indietreggiare, perché le competenze umane rimangono la spina dorsale del SSN

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