Il sistema sanitario lombardo e bergamasco è riconosciuto come tra i migliori d’Italia, sia per la qualità delle cure e delle prestazioni, alcune peraltro di alta specializzazione, sia per la serietà e professionalità di chi opera.

Quindi nessuna volontà di entrare nella polemica politica o di sostituirsi alle doverose indagini che spettano alla magistratura o agli enti predisposti. Ma credo che sia utile, nell’interesse di tutti, in particolare di quello dei cittadini, dei pazienti e di chi opera nelle Aziende Socio Sanitarie Territoriali e nell’Agenzia di Tutela della Salute, poter avere un confronto anche con le altre forze politiche – sia rappresentanti parlamentari che regionali – per approfondire le condizioni reali e le necessità delle stesse aziende.

Sono consapevole che sul lato delle risorse umane abbiamo l’inderogabile necessità di emanare i decreti attuativi – non predisposti dalla precedente ministra Grillo – per poter bandire i nuovi concorsi con le regole previste dal “cosiddetto” decreto Calabria che introduce la possibilità di assumere anche gli specializzandi dell’ultimo anno per sopperire alla cronica carenza di personale sanitario. Su questo è massimo il mio impegno e già sollecitato il nuovo ministro Speranza perché si possa procedere al più presto.

Sarebbe peraltro utile capire qual è l’impatto effettivo di ampliamento del personale conseguente alla norma inserita nello stesso decreto che consentiva l’incremento del 5% della spesa sul totale dell’anno precedente.

Ecco perchè credo sia utile e doveroso per tutti, anche rispetto ai drammatici episodi recenti e alle situazioni critiche che operatori sanitari e dirigenti stanno segnalando, capire quali sono le esigenze e le condizioni organizzative ed economiche in cui operano le Aziende Socio Sanitarie Territoriali, l’Agenzia di Tutela della Salute e di coloro che garantiscono la continuità assistenziale

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