La depressione colpisce in Italia circa 3,5 milioni di persone, ma solo una su due riceve un trattamento corretto e tempestivo. Sono maggiormente colpite le donne, con impatti drammatici sulla vita personale, lavorativa e sociale.

ho preso parte, oggi a Roma, alla conferenza stampa di presentazione del Manifesto “Uscire dall’ombra della depressione” redatto da medici e pazienti, con il contributo della Fondazione ONDA e delle società scientifiche SINPF e SIF – È fondamentale che le Istituzioni siano accanto al cittadino che soffre di depressione con campagne informative ma soprattutto di prevenzione e di screening, perché solo potenziando la rete dei servizi sanitari e facilitando l’accesso alle cure in un’ottica però di integrazione multidisciplinare è possibile migliorare soprattutto la gestione della patologia e di conseguenza, anche ridurre l’enorme impatto sociale ed economico che ne consegue. L’Oms riconosce la depressione come la prima causa di disabilità a livello globale. Nel nostro Paese ha un costo sociale dovuto a ore lavorative perse pari a 4 miliardi di euro l’anno, e ogni paziente costa al Servizio Sanitario Nazionale 5.000 euro annui in diagnosi e cure.
È fondamentale che la diagnosi sia fatta all’insorgere della malattia, mentre molto spesso trascorre oltre un anno e mezzo tra la comparsa dei primi sintomi e la decisione di rivolgersi a un medico e circa due anni prima di ricevere una diagnosi corretta. Le Istituzioni devono porsi come obiettivo quello di aumentare la consapevolezza della malattia presso la popolazione, per superare lo stigma ancora cosi’ radicato e cercare di avvicinare i pazienti a diagnosi e cure appropriate. Il Manifesto presentato oggi può essere considerato una prima base da cui partire per elaborare proposte ed attività da inserire all’interno di un Piano Nazionale per la Depressione, che metta al centro i pazienti e le loro famiglie.

 

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