Alla luce dello stallo delle trattative emerso dopo la vertenza sindacale per l’azienda Sematic, oggi gruppo Wittur di Osio Sotto, ci preme sottolineare l’importanza di non depauperare il patrimonio manifatturiero del territorio bergamasco e di valorizzare le competenza di lavoratori e lavoratrici che tanto hanno contribuito per fare di quella azienda una tra i leader mondiali in questo settore. È necessario che le istituzioni a tutti i livelli continuino a garantire la loro vicinanza ai lavoratori sia per chiedere di poter conoscere il piano industriale che per scongiurare qualsiasi esubero.

La vertenza della Sematic ha per il momento un profilo di trattativa tra sindacato ed azienda ma non sfugge l’interesse delle istituzioni e della politica su questa vicenda che rischia di penalizzare la dimensione occupazionale e impoverire ulteriormente il territorio bergamasco. L’importante azienda di Osio Sotto, che occupa nel suo impianto oltre 330 lavoratori, e? parte di un piu? ampio gruppo internazionale di proprietà tedesca specializzato nell’industria ascensoristica che ha recentemente dichiarato la propria intenzione di delocalizzare in Ungheria due linee di produzione con correlati rilevanti esuberi di manodopera nel sito per oltre 60 unita?. Nell’incontro convocato dal presidente della  Provincia, G. Gafforelli, venerdì 12 Aprile con i parlamentari bergamaschi, il vice sindaco del comune di Osio Sotto, le parti sociali  FIOM CGIL-FIM CISL e RSU – con l’assenza di Confidustria e dei referenti della Sematic – abbiamo condiviso che non siamo di fronte ad una crisi industriale causata da una riduzione degli ordinativi o da altri fattori tali da giustificare l’esubero di 60 lavoratori ma alla volontà del gruppo industriale di delocalizzare per ragioni di opportunità fiscale e razionalizzazione del comporto produttivo, pur in presenza di bilanci più che positivi. Una prospettiva che ci trova assolutamente contrari.

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