Per provare a riassumere l’intento del Decreto Legge Rilancio sulla parte relativa alla salute possiamo dire che va oltre l’emergenza. Gli assi principali sono costituiti dal rafforzamento delle rete ospedaliera, con la definizione degli standard di posti per le terapie intensive e sub intensive; dall’investimento sul capitale umano, con assunzioni del personale sanitario e 4200 borse di studio per specializzandi su cui ci impegniamo a raggiungere l’obbiettivo di 5000 in sede di riconversione; e, soprattutto, dall’obiettivo di portare più Servizio Sanitario sul territorio.

Colmare il gap dell’assistenza domiciliare integrata territoriale che vede attualmente l’Italia ben lontana di oltre 2 punti dalla media dell’Ocse è un target importante. In pochi mesi oltre ai 2 miliardi della legge di bilancio sono stati stanziati 1,4 mld di euro nel DL Cura Italia e circa 3,250 miliardi di euro nel DL Rilancio. Queste risorse devono essere strutturali se vogliamo garantire la solidità degli interventi e la possibilità di usare le risorse del Mes è quanto mai utile.

Bene inoltre la valorizzazione della professione infermieristica con l’infermiere di comunità, attraverso il quale puntiamo a valorizzare anche altre professioni necessarie per garantire prestazioni non solo per coloro che hanno contratto il Covid-19 ma per rafforzare il sostegno alla domiciliarità per la popolazione più fragile

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