Ci siamo dati un impegno come istituzioni e lo abbiamo fatto insieme, senza mettere cappelli politici.

Il Partito Democratico non rivendica tutti i giorni di aver fatto in modo che RFI (perché è sua la competenza) mettesse, già nel 2016, 20 milioni di euro per la manutenzione straordinaria del Ponte San Michele di Calusco, nè di aver promosso l’incontro di martedì 9 ottobre con il Ministro Toninelli insieme a tutti coloro – parlamentari, amministratori, tecnici – che sono coinvolti per individuare le soluzioni possibili e coordinate atte al superamento della difficile situazione venutasi a creare dopo la chiusura dell’infrastruttura, con l’unico obiettivo di fare bene e presto.

Ieri Toninelli ha annunciato di aver sciolto la riserva – comunicata alla riunione di martedì – sul “commissario straordinario” per il ponte San Michele. Bene, ma non dice chi sarà. Ha chiesto alla Regione di rafforzare i servizi di trasporto integrativi per cittadini e pendolari, e su questo spero che la Regione dia risposte.
Il ministro può agire anche con un decreto ministeriale per ragioni di urgenza (cosa che ad ora non ha fatto) ma comunque è necessario il passaggio parlamentare, ed il decreto Genova è la prima occasione utile. Mi auguro solo che la scelta del commissario per il Ponte San Michele – su cui siamo d’accordo, come già detto al ministro – ricada su chi può efficacemente ridurre i tempi di approvazione del progetto, di esecuzione dell’opera, di convocazione della conferenza dei servizi, e che lo stesso garantisca la tenuta delle relazioni in primis con le province di Bergamo e Lecco e con i comuni “capofila” di Paderno e Calusco.
Vanno quindi in questo senso gli emendamenti che abbiamo depositato oggi giorno di scadenza della prestazione che riguardano la scelta del commissario, l’individuazione dei poteri, la cabina di regia, le risorse per i servizi di trasporto integrativi e per sostenere l’economia territoriale. Degli annunci su Facebook (lanciati dal ministro nelle scorse ore), però, ce ne facciamo gran poco: l’attenzione del governo la misureremo dall’approvazione degli emendamenti.

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