Approvato emendamento utile anche a rispondere alla carenza di medici di medicina generale oltre lo stato di emergenza. Fino al 31 dicembre 2021, infatti, i medici con un contratto di formazione in medicina generale potranno avere fino a 650 assistiti senza perdere il compenso della borsa di specialità, diversamente da quanto previsto nel Decreto Calabria. È un risultato importante per i medici in formazione perché possono così programmare la loro carriera formativa e professionale in una prospettiva di lungo termine. Ma è anche una risposta cruciale per le Regioni, innanzitutto la Lombardia, dove la carenza dei medici di medicina generale lascia drammaticamente senza riferimenti cittadini e territori.

Nella nostra regione la carenza di medici di assistenza primaria è grave e talmente compromessa che ci sono incarichi provvisori ancora scoperti, tanti assistiti senza medico, ambiti carenti, posizioni non assegnate o soluzioni creative e provvisorie come l’uso delle USCA per tamponare la drammatica carenza. Purtroppo, questo è il risultato di anni mancata programmazione a livello nazionale e regionale. Tuttavia nell’ultimo periodo abbiamo iniziato ad assistere ad alcuni segnali di un’inversione di tendenza, come la riserva di 20 milioni annui contenuta nel Decreto Rilancio a decorrere dal 2021 finalizzato alle borse e ai contratti di formazione per la medicina generale e come la norma contenuta nel Decreto Calabria che ha previsto l’anticipazione all’immissione nel servizio sanitario nazionale tramite graduatoria riservata. Quest’ultimo provvedimento però non riscontra particolare appetibilità, considerata la remunerazione economica e la rinuncia alla borsa di specializzazione. Con il Decreto Cura Italia siamo dunque intervenuti per permettere, in ragione e fino alla durata dell’emergenza, agli iscritti di medicina primaria di assumere incarichi provvisori o di sostituzione fino ad un massimo di 650 assistiti, consentendo il cumulo con il contratto di formazione e riconoscendo anche qui tale impegno ai fini del ciclo di studio. Un intervento che si è subito rivelato utile e apprezzato: serviva dunque prorogarlo oltre lo stato di emergenza. Con l’emendamento approvato è arrivata quella proroga.

È una grande opportunità per iniziare a colmare quella carenza insostenibile di medici che vede cittadini e territori privati dall’assistenza primaria, fondamentale insieme agli altri attori, per potenziare l’assistenza domiciliare
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