La domanda che ci dobbiamo porre è se la scelta di prorogare lo stato di emergenza è corretta. Dico di sì perchè, dopo essere stati tra i primi e i più colpiti dal virus, oggi siamo tra coloro che hanno una crescita più contenuta dei positivi. Adesso, a distanza di sette mesi dall’inizio della drammatica diffusione del contagio, ci troviamo in una situazione diversa. È il frutto del caso o della fatalità? Ovviamente no.

Oggi siamo maggiormente in grado di individuare e circoscrivere i focolai del virus, abbiamo rafforzato e potenziato il Servizio Sanitario nazionale, siamo protagonisti nella ricerca internazionale sul vaccino per il Covid-19. Questo risultato è merito del comportamento degli italiani, del lavoro instancabile dei professionisti della sanità, delle misure messe in campo dal Governo e del ruolo del Parlamento. È dunque il frutto dell’azione di un intero Paese. Chi dall’opposizione parla di “dittatura terapeutica sanitaria instaurata dal Governo” ha perso il senso della misura delle parole ed è grave che questo avvenga da parte di chi ricopre incarichi istituzionali. Parole scellerate e già sentite gli anni scorsi, durante il periodo di contrarietà ai vaccini.
Noi non nascondiamo difficoltà o ritardi ma è grave che ci sia chi scommette di più sul fallimento dell’Italia che sul successo delle misure messe in campo per affrontare i danni sanitari, sociali ed economici della pandemia. Questo è il momento della responsabilità e della serietà della politica a cui tutti dovremmo contribuire

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