Dobbiamo passare dalle celebrazioni al riconoscimento fattuale e concreto. Questa deve essere la nostra sfida futura.

I 39 infermieri morti, che si aggiungono ai 161 medici, insieme ad altri operatori sanitari, durante questi drammatici giorni di pandemia da Coronavirus, ci dicono di quale sacrificio si è assunta questa categoria di lavoratrici e lavoratori per garantire la nostra salute.
Non bastano più gli elogi, le belle parole, le pacche sulle spalle: valorizzare queste figure professionali deve essere il compito che le Istituzioni repubblicane si danno per questi anni a venire. La centralità del Servizio sanitario nazionale e di coloro che lo fanno vivere quotidianamente deve essere la nostra guida. La lezione di questi mesi non potrà e non dovrà essere vana. Lo dobbiamo non solo a chi opera nella sanità, ma a tutti i cittadini italiani
Condividi...
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedInEmail this to someone