Roma, 11 aprile – Suona la campanella al Liceo Mascheroni, le aule sono deserte, e i professori iniziano le
lezioni a distanza dialogando con i propri studenti attraverso lo schermo di un computer. Questo e molto ancora racconta il film “La scuola non è secondaria”, girato da Paolo Vitali e Alberto Valtellina nel novembre del 2020 in pieno lockdown e presentato ieri nella Sala Conferenze di Palazzo Theodoli alla Camera dei Deputati su invito delle deputate Leyla Ciagà e Elena Carnevali.

Sono intervenuti alla presentazione una delegazione di studenti – Enrico Dogadi Bratti, Lisa Pesenti, Federico Previtali, Beatrice Spalluzzi – accompagnati dai professori Giuliana Duret, Paolo Vitali (nella veste anche di co-regista) e Guido Tacchini; mentre altri docenti e studenti, tra cui Christian Alessio, sono intervenuti a distanza. Hanno inoltre partecipato alla discussione il Sindaco Giorgio Gori, la deputata Flavia Piccoli Nardelli della Commissione Cultura e Giuseppe Pierro, alto dirigente del Ministero della Istruzione, che ha lodato il film, gli interventi degli studenti, la capacità di reazione del corpo insegnate anche nel supplire la carenza delle relazioni interpersonali e della classe dettate dalla drammaticità della situazione che tutti hanno dovuto affrontare; ha segnalato, inoltre, le diverse opportunità offerte dai bandi ministeriali, tra cui il 3% del fondo Cinema e audiovisivo dedicato alle scuole.

“Il film – dichiara la deputata Leyla Ciagà – agisce su due livelli paralleli che continuamente si sovrappongono: da un lato mostra in un’atmosfera surreale le aule deserte esprimendo bene il senso dell’assenza, assenza di persone, assenza di sguardi, assenza di relazioni, insomma un’architettura vuota, priva di senso, quasi inutile; dall’altro, documenta con dovizia di particolari il grande impegno con cui docenti e studenti, insieme, hanno affrontato la didattica a distanza dimostrando una grande capacità di resilienza e di coesione come comunità educante.”

“Durante la discussione – dichiara la deputata Elena Carnevali – è stato affrontato il tema della didattica a distanza mettendo in evidenza sia gli elementi di forte criticità – a partire dalla “disumanizzazione” dei rapporti umani, come hanno denunciato gli studenti e la professoressa Duret – ma anche le potenzialità che questo strumento può offrire se pensato in maniera complementare e integrata con la didattica in presenza. Il grande emerito di questo film è impedire che l’esperienza vissuta possa cadere nell’oblio generando cultura e
conoscenza.”