L’allarme lanciato oggi dalla Conferenza Stato-Regioni e dai sindacati dei trasporti sul mancato ripristino delle risorse tagliate al trasporto pubblico locale è gravissimo.

Per di più smentisce le rassicurazioni del ministro Toninelli dello scorso febbraio secondo cui la questione dei trasferimenti nazionale per il trasporto pubblico locale era data per risolta.

La legge di bilancio 2019, come è noto, ha congelato 2 miliardi di euro di spese pubbliche (tra cui 300 milioni destinati al trasporto pubblico locale) che verranno automaticamente tagliate se le previsioni di crescita e di finanza pubblica saranno difformi dal quadro previsionale di dicembre. Prospettiva ormai certa: l’economia in recessione ha stravolto in peggio le previsioni della legge di bilancio e lo stesso premier Conte oggi ha confermato che il meccanismo automatico di taglio dei 2 miliardi entrerà in azione. Per regione Lombardia questi trasferimenti nazionali valgono 52 milioni di euro, che vengono spalmati, sulla base degli accordi, tra il servizio ferroviario e il servizio su gomma, tutti e due già segnati da profondi disagi e carenze di servizi per viaggiatori e pendolari.

Se così avvenisse, le conseguenze sugli utenti del trasporto pubblico (e sui dipendenti delle aziende di trasporto) sarebbero pesantissime, anche perché il taglio sarebbe concentrato negli ultimi quattro mesi dell’anno.

L’esecutivo giallo-verde finora si è totalmente disinteressato della questione. Nei due provvedimenti annunciati – decreto crescita e decreto sblocca cantieri – non c’è traccia dei fondi mancanti.

E’ indispensabile che il governo si risvegli dal torpore, ripristini i 300 milioni da destinare al trasporto pubblico e si rimangi il taglio della legge di bilancio.

Come parlamentari PD daremo battaglia in Parlamento per scongiurare a tutti i costi una decurtazione che

comprometterebbe un servizio essenziale per i cittadini.

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