Nella giornata di oggi a Roma si è tenuto l’evento organizzato dalla Presidenza italiana del G20 sul tema “Covid-19 e salute mentale”, al quale hanno partecipato i rappresentanti dei Paesi del G20 e numerosi stakeholders, associazioni e organizzazioni mondiali riconosciuti come interlocutori ed esperti di fama internazionale in tema di salute globale e medicina sociale. Sono orgogliosa di aver portato la voce del Parlamento italiano a questo prestigioso incontro internazionale che precede il Forum mondiale dei ministri della Salute del 5 e 6 settembre a Roma.

La pandemia ha accentuato il disagio psicologico e neurocognitivo nelle persone, in particolare in quelle cosiddette “fragili”. La paura del virus, l’isolamento e la malattia hanno generato ansia, depressione, disturbi del sonno e di conseguenza anche la domanda di cure per la salute mentale è aumentata, soprattutto per quanto riguarda giovani e adolescenti, un tema di cui si parla poco. Discuterne in un contesto internazionale dimostra che le istituzioni hanno riconosciuto il pieno diritto delle persone con disagio psichico di essere curate al pari di qualunque altro malato.

Ora il nostro impegno deve concentrarsi per promuovere e rilanciare l’assistenza territoriale per la salute mentale, assumere la comunità come cornice di riferimento, proteggere i diritti umani e la dignità delle persone con sofferenza mentale, favorire ovunque possibile una presa in carico inclusiva e partecipata, garantire il riconoscimento di una diagnosi precoce, migliorare la qualità e la sicurezza dei servizi a beneficio di pazienti e operatori. È fondamentale, vista l’importanza delle sfide da affrontare, che i governi decidano di destinare maggiori risorse alla tutela della salute mentale, che è la precondizione per il benessere sociale ed economico di ogni Paese.

Mi auguro che questa sia stata l’occasione per orientare le scelte dei governi sui princìpi che regolamentano la salute mentale, affinché si sviluppi a livello globale un approccio basato sui bisogni della persona e sulle sue relazioni all’interno della comunità

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