Durante la fase più critica dell’emergenza per la diffusione del Covid-19, quando negli ospedali e sul territorio il numero dei contagi e del malati erano anche centinaia in un giorno, molti dei quali gravissimi, nessuno si è risparmiato. Tecnici di laboratorio, fisioterapisti nelle terapie intensive, tecnici di radiologie, farmacisti, psicologi, educatori professionali, autisti soccorritori, solo per fare qualche esempio, sono stati in prima linea insieme a medici, infermieri ed OSS. Tutto il personale sanitario e sociosanitario, nessuno escluso, ha lavorato con un’abnegazione assoluta e senza limiti, che li ha visti operare senza sosta, mettendo alla prova la loro resistenza fisica e psicologica. 

Molti di loro purtroppo sono stati vittima del virus: 151 medici, quasi tutti in servizio, sono deceduti e con loro anche diversi infermieri, operatori sociosanitari e molti altri lavoratori delle professioni sanitarie.

Purtroppo i tecnici sanitari sono esclusi dal fondo per le vittime da Covid-19 (di 10 milioni di euro) inserito al Senato. È una discriminazione inaccettabile, che ha fatto giustamente infuriare le rappresentanze delle categorie professionali. Quest’esclusione è stata il frutto del concitato passaggio parlamentare ma non può essere lasciata senza correzione, perché non ci possono essere vittime di serie B.

Da relatrice del Decreto Cura Italia in Commissione Affari sociali alla Camera, nella stesura del parere, ho inserito nelle osservazioni la richiesta di modifica di questa norma. Una richiesta che ha dato seguito alla presentazione dell’emendamento sul quale c’era il parere favorevole dal Governo ma che la Camera non ha avuto la possibilità di approvare, essendo venuto meno l’accordo tra maggioranza e opposizione sul “pacchetto di emendamenti” approvabili, tra cui questo.

Con l’Ordine del giorno che ho presentato e che è stato approvato in sede di votazione finale del DL Cura Italia, non può venire meno l’impegno del Governo a inserire nel prossimo decreto la modifica della misura, restituendo pari dignità a tutte le vittime delle professioni sanitarie. Per i tecnici sanitari, sebbene come tutte le altre categorie abbiano il riconoscimento di vittime sul lavoro con la copertura della rendita dell’Inail, serve infatti consentire anche il riconoscimento del loro sacrificio tramite l’inserimento nel fondo.

Con Alessandro Beux, presidente della Federazione Nazionale degli ordini dei Tsrm Pstrp, i tecnici sanitari di radiologia medica, della riabilitazione e prevenzione, abbiamo operato non solo perché ci sia la correzione dei beneficiari al fondo per le vittime di Covid-19 (che deve essere anche incrementato) ma anche perché nella società cresca la consapevolezza che tutte le figure professionali sanitarie e socio-sanitarie, ospedaliere e di territorio hanno un ruolo cruciale e indispensabile nella funzionalità del nostro servizio sanitario nazionale e regionale.

Fa piacere che adesso ci sia ora una disponibilità politica trasversale, sono certa che sarà presto riconosciuto e concretizzato il contenuto dell’emendamento che ho presentato e dell’ordine del giorno approvato.

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