Esprimo soddisfazione per l’approvazione degli emendamenti al Decreto Rilancio, tra cui diversi importanti proposti dal PD e che portano la mia firma. In meno di un anno abbiamo destinato quasi 7 miliardi di euro alla sanità e il Decreto Rilancio mira a inserire misure strutturali per migliorare il nostro sistema sanitario.

In particolare, uno dei lasciti più chiari della situazione emergenziale che abbiamo vissuto è la necessità di una sanità di territorio più forte, più efficace. In questa direzione si sono rivolti gli interventi già inseriti nel Decreto Rilancio, come il rafforzamento delle USCA, l’introduzione dei 9600 infermieri di famiglia ed il potenziamento dell’ADI.

Gli emendamenti riguardano, anzitutto, la sperimentazione, con 25 milioni per due anni, di nuovi progetti per evitare l’istituzionalizzazione e garantire una “cura della persona integrale” realizzata con le istituzioni del territorio e le prossimità offerte dal Terzo Settore ricorrendo a strumenti innovativi, come il budget di salute e di comunità. 

Con un emendamento viene inoltre istituita la Scuola di Specializzazione in Medicina e Cure Palliative, un risultato normativo e formativo importante, frutto di un lavoro in sinergia tra politica, professionisti e associazioni. 

Gli psicologi entrano a far parte delle USCA al fine di garantire una presa in carico precoce dei soggetti più fragili e dei caregiver. 

Vi è anche l’incremento di 1500 le borse per i medici di medicina generale che nella riformulazione sono stati previsti a decorrere dal 2021, necessari per favorire la sostituzione dei pensionamenti e le carenze strutturali in molte aree del territorio. Un ottimo lavoro che ha consentito di facilitare anche la stabilizzazione dei precari e l’assunzione degli specializzandi anche per le altre professioni sanitarie. 

Con 190 milioni – aggiuntivi ai 240 del Cura Italia – si consente alle Regioni di raddoppiare con risorse proprie in deroga ai vincoli le premialità, arrivando fino a 2.000 euro per chi con abnegazione e spirito di servizio ha operato durante l’emergenza Covid-19. 

Investire nello sviluppo tecnologico e digitale, nella ricerca, nelle nuove generazioni di dirigenti medici e professionisti della sanità dev’essere un obiettivo da centrare

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