Nell’esame del DL Covid sarà necessario correggere alcuni criteri che determinano l’accesso ai congedi parentali e al sostegno baby sitter, con l’obiettivo di includere anche coloro che lavorano da casa tramite smart working.

In seguito alla chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado, i genitori che lavorano in modalità “agile” si trovano a gestire un duplice compito, dovendo svolgere in casa il loro lavoro abitudinario e allo stesso tempo accudendo bambini piccoli o piccolissimi.

Come sappiamo sono soprattutto le donne a trovarsi in questa difficile situazione: questo pone una questione di equità che va affrontata e risolta. Garantire i congedi o altri strumenti anche ai genitori in smart working è un atto di riconoscimento doveroso a tutte quelle donne che da più di un anno sopportano la sovrapposizione di più impegni nello stesso momento. 

In attesa della revisione del Dl Covid, Regione Lombardia può subito impegnarsi per mettere risorse proprie a sostegno delle famiglie che per ora non possono usufruire dei congedi parentali. Il governo con il DL Covid ha previsto l’accesso a congedi parentali straordinari e bonus babysitter, ma poiché alcuni genitori che lavorano da casa sono esclusi è bene che Regione Lombardia faccia la sua parte e sostenga queste famiglie.

Anche altre regioni, come l’Umbria, si sono mosse per fare lo stesso: una collaborazione in questo senso è fortemente necessaria anche nel nostro territorio, visto che rimarremo in zona rossa per almeno due settimane.

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