Abbiamo approvato all’unanimità alla Camera il DDL 2117, una legge che fornisce strumenti di contrasto, di prevenzione e di giusta pena alle troppe aggressioni e violenze che subiscono uomini e donne che lavorano nelle professioni sanitarie, sociosanitarie e sociali. Una legge importante e attesa, su cui lavoriamo da tempo, a cui è abbinata la mia proposta di legge redatta allora con l’aiuto prezioso dell’Avvocato Roberto Bruni.

Il fenomeno delle aggressioni ai professionisti della sanità e dei servizi sociali in Italia ha dimensioni preoccupanti: solo per i lavoratori della sanità sono 1200 i casi registrati ogni anno, con una media di più di tre al giorno.
Vediamo finalmente così applicata l’estensione delle stesse pene previste nell’ipotesi di lesioni personali a un pubblico ufficiale anche a questi professionisti, che vengono tutelati con un’ulteriore aggravante per chi commette il fatto con violenza o minaccia proprio per la specificità del loro lavoro e la sua rilevanza.

Questa riconquistata alleanza tra operatori e pazienti o assistiti, avvenuta con la drammatica pandemia, non si realizza per legge ma soprattutto tutelando e proteggendo chi, nella sanità e nel sociale, vi opera, mettendolo in condizione di poter svolgere nel modo migliore il proprio lavoro. Vorremmo non assistere più a violenze, aggressioni o minacce che, oltre ad essere un fenomeno deprecabile ed incivile, incidono fortemente sulla capacità del sistema sanitario e sociosanitario di poter dare risposte ai bisogni di salute. Bene invece ciò che sta avvenendo: una nuova stagione di investimenti in risorse finanziare, umane e tecnologiche.

Con questa legge rispondiamo in modo adeguato al Manifesto europeo sottoscritto dagli ordini professionali europei nella giornata sulla violenza contro i medici ed altri professionisti della salute, convinti, come i promotori, che la sicurezza sul lavoro sia la base di un’assistenza sanitaria e sociosanitaria efficace.

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