In Italia è boom di giocatori d’azzrado: quelli tra 15 e 64 anni, che nel 2010 erano 14 milioni, nel 2017 sono saliti a 17 milioni. Di questi, secondo i dati forniti dall’Istituto di fisiologia clinica (Ifc) del Cnr di Pisa, quelli colpiti da ludopatia o ad alto rischio, sono quadruplicati negli ultimi 10 anni (da 100 mila nel 2007 a 400 mila nel 2017).

Il gioco d’azzardo, ed in particolare quello patologico, è uno dei grandi mali del nostro tempo: colpisce la sua dimensione personale, familiare, lavorativa e socioeconomica. Per questo bisogna trovare una regolamentazione efficace.

In questi 5 anni di Governo targato PD qualcosa è cambiato. Ci sono state azioni positive come il divieto parziale della pubblicità, la verifica del requisito (ai fini del rilascio della licenza) della distanza minima di tali attività dai luoghi considerati “sensibili” ad opera della Questura, messa in atto dal Ministero dell’Interno, lo scorso 19 marzo e la riduzione della metà del numero delle sale e di un terzo degli apparecchi di gioco che entro il 30 aprile 2018 passeranno dagli attuali 400 mila a non più di 265 mila, sulla base degli accordi del Tavolo tecnico Conferenza Unificata.

In bilancio abbiamo stanziato 150 milioni (50 all’anno per un triennio) destinati alle strutture Asl che si occupano delle dipendenze, i Sert, per la cura del gioco d’azzardo patologico

E’ urgente che questi  i fondi messi vengano resi  fruibili dalle regioni e dalle aziende sanitarie al più presto, perchè il contrasto al gioco d’azzardo e la presa in carico delle persone e delle famiglie  è quanto mai necessario visto l’aumento dei casi. Il mancato utilizzo dei finanziamenti o altro ritardo nel loro impiego sarebbe imperdonabile.

Le strutture che all’interno delle Asl si occupano delle dipendenze tra cui quella del gioco d’azzardo, i Sert, hanno necessità di avere a disposizione i fondi già peraltro stanziati, sapendo che rimanere ancora critica la possibilità di assumere personale. Il gioco d’azzardo patologico è una vera emergenza, perché colpisce la dimensione personale, familiare, lavorativa di chi ne è affetto, con un impatto sociale importante.

Per questo motivo ho ripresentato il progetto di legge che nella scorsa legislatura si era fermato all’esame in commissione e che punta a istituire ulteriori misure di contrasto al gioco d’azzardo, dando un quadro di riferimento normativo nazionale, oltre che intervenire sulla pubblicità, il cui divieto totale deve essere un obbiettivo da perseguire in breve tempo.

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