Le notizie di aggressioni al personale sanitario e dei servizi sociali sono ormai a cadenza quasi quotidiana. Nonostante il fenomeno sia sempre piu? sotto i riflettori, non sembra arrestarsi. Si tratta di un problema che sta assumendo contorni sempre più ampi e pericolosi e proprio per questo motivo è bene che il Legislatore si affretti e affronti in maniera definitiva il problema, trovando delle soluzioni normative. Secondo i dati di ANAAO il 65% dei medici, rispondendo ad un sondaggio interno, ha risposto di essere stato vittima di aggressioni: di questi il 66,19% riferisce aggressioni verbali mentre il 33,81% aggressioni fisiche. Dato ancora più allarmante per i Medici che lavorano in Pronto Soccorso e 118 dove le stesse percentuali salgono all’80,2%. A volte gli aggressori sono familiari di pazienti, a volte persone border line che vagano nell’ambiente ospedaliero di notte o nei fine settimana. Il tema della sicurezza sul lavoro e soprattutto dell’incolumità dei lavoratori è uno dei temi che come PD stiamo portando avanti in Parlamento.
La proposta di legge presentata prevede una maggior tutela degli esercenti sia della professione sanitaria sia degli operatori del sociale, vittime di aggressioni fisiche o verbali, mediante l’introduzione di circostanze aggravanti: per i reati di lesioni volontarie (art. 582 cod. pen.), violenza privata (art. 610 cod. pen.), minaccia (art. 612 cod. pen.) quando sono commessi nei confronti dei medici, del personale sanitario e del personale dei servizi sociali nell’esercizio delle loro funzioni. L’inasprimento delle pene nei confronti degli operatori sanitari e degli assistenti sociali, quest’ultimi anche loro soggetti alle violenze e alle aggressioni dei loro assistiti, potrebbe creare un effetto deterrente oltre che di riconoscimento della gravità del reato, più efficace dell’attribuzione della qualifica di pubblico ufficiale.
La proposta prevede inoltre che venga assicurato un collegamento diretto e continuo con le forze di polizia al fine di garantire un intervento immediato delle stesse a tutela dell’incolumità pubblica. Naturalmente per contrastare questo odioso fenomeno è necessario puntare anche sulla promozione di campagne informative e di sensibilizzazione sul ruolo svolto dal personale sanitario sia medico che infermieristico nella gestione delle criticità presso i pronto soccorso e dotarsi di uno strumento a mio giudizio utile quale l’Istituzione dell’Osservatorio antiviolenza nelle strutture sanitarie per un monitoraggio concreto e costante.
In Parlamento la discussione è stata già avviata, mi auguro che in tempi brevi le numerose proposte di legge presentate possano diventare legge dello Stato.

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