La notizia che Milano non ospiterà l’Agenzia europea del lavoro (ELA) perché il Governo ha fatto scadere i termini per presentare la domanda è tragica e incomprensibile.

Ospitare l’Agenzia europea del lavoro sarebbe stata una grande occasione non solo per la città di Milano ma anche per la Regione Lombardia e tutto il Paese. La scelta di non depositare la candidatura entro i termini previsti è incomprensibile. E questa è solo l’ultima delle occasioni perse per Milano e per tutto il territorio che è legato alle opportunità economiche offerte dalla città capoluogo della regione Lombardia, tra cui Bergamo. Dopo lo smacco di aver perso Milano come sede dell’Agenzia Europea del Farmaco, solo un mese fa è stata bocciata in Aula la mozione per stabilire Milano come sede europea del Tribunale Unificato dei Brevetti, mozione bocciata dalla Lega di Salvini, nonostante la posizione favorevole del presidente Fontana. Una bocciatura, quella leghista, che ha penalizzato non solo Milano e la Lombardia, che produce il 39% dei brevetti nazionali, ma anche Bergamo, che con i suoi 688 brevetti e marchi depositati nel 2018 è tra le provincie più creative d’Italia (fonte: UIBM – Ufficio italiano brevetti e marchi). Difficile capire le ragioni di questo ostruzionismo verso Milano e il Nord del Paese. Sarebbe grave penalizzare la regione Lombardia il suo sviluppo soltanto perché la città di Milano è amministrata da una giunta di centrosinistra. Un mix tra incompetenza, valorizzazione del regionalismo solo a parole e drammatico disinteresse nei confronti del miglioramento della competitività del Paese a livello internazionale.

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