Conciliare la ripresa delle scuole con la sicurezza è una sfida complessa e difficile. Tuttavia è prioritario garantire il diritto allo studio degli alunni più fragili, già fortemente penalizzati dal lockdown.
Tra le conseguenze dell’epidemia si annovera anche la sospensione delle commissioni congiunte tra ASST e INPS per la certificazione di invalidità. Una sospensione che è stata finora controbilanciata con la proroga dei vecchi accertamenti. Il tema, adesso, è assicurare ai nuovi casi di richiedere e ottenere le certificazioni di invalidità dalle commissioni. Una questione che vale anche per le persone non autosufficienti che necessitano della pensione di invalidità e di accompagnamento.

Dal 5 maggio, l’INPS ha annunciato la ripresa delle commissioni ma al momento la ripresa è troppo lenta. Il ritardo per le nuove certificazioni, causato dall’accumulo delle richieste e dal rallentamento delle tempistiche, rischia di penalizzare molti bisogni. Nella bergamasca, in particolare in Val Seriana, alcune famiglie segnalano che la prossima commissione per i nuovi casi di alunni fragili che hanno bisogno di insegnanti di sostegno o di assistenza scolastica è stata convocata per il 17 settembre, a scuola già iniziata.
Il problema però è che senza quella certificazione non sarà possibile fare la richiesta per l’insegnante di sostegno sulle varie assegnazioni in capo al Provveditorato (la seconda assegnazione scade il 29 agosto ma non sarà l’unica) o per l’assistenza scolastica in capo ai Comuni.
Sono certa che non mancherà la disponibilità e la sensibilità da parte delle ASST e di ATS per trovare al più presto le modalità al fine di garantire il diritto allo studio per coloro che hanno più difficoltà e quindi di organizzarsi per accelerare i tempi. Sono consapevole che organizzare la ripresa non è semplice ma sono certa che gli enti coinvolti convengano con me sull’importanza del recupero formativo ed educativo per questi alunni. È una sfida da superare e non è per nulla auspicabile aggravarla con ulteriori ritardi

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