I lavori della Camera in diretta

Sanità, plauso per la riduzione dei tagli. «Ma flessibilità non identica per tutti»

Da L’Eco di Bergamo del 19 dicembre

«È un bel passo avanti, in positivo, in un periodo per la sanità di grandi sacrifici e impegni: come Regione Lombardia, virtuosa e con i conti in ordine, non possiamo che essere soddisfatti per l’approvazione dell’emendamento che ci dà un margine di azione nella spesa per il personale, anche se la quota finale di riduzione (ovvero la spesa complessiva dovrebbe attestarsi a quella del 2004 diminuita dell’1,4 per cento, ndr) prevista per il 2020 resta comunque». Così Giulio Gallera, assessore al Welfare della Regione Lombardia, commenta l’approvazione in Commissione Bilancio dell’emendamento presentato dai deputati bergamaschi Elena Carnevali e Antonio Misiani: una misura di flessibilità, contenuta nella Legge di Bilancio in via di approvazione che consente alle Regioni in equilibrio e che rispettano i Lea (Livelli essenziali di assistenza), di avere più margini di spesa per il personale del servizio sanitario nazionale. Un margine di spesa in più che per tutta la Regione Lombardia (che deve comunque mantenere il vincolo di tagli entro il 2020 calcolati sui 140 milioni di euro) è stato quantificato in 50 milioni di euro. «Per noi che abbiamo in atto anche la riforma sociosanitaria, che ha comportato certamente maggiori sforzi e impegni da parte di tutto il sistema sanitario e sociosanitario, questo provvedimento è un gran bene – continua Gallera – . Certo, questa flessibilità potrà essere applicata dal 2018, ma è un buon risultato. Ora dovremo confrontarci con attenzione sui bisogni che emergono dalle singole realtà: non penso che questa flessibilità vada applicata secondo criteri orizzontali, ma si dovrà valutare caso per caso». Ovvero, se si può supporre che la riduzione dei tagli potrebbe, per la Bergamasca, essere quantificata globalmente sul 10% dei 50 milioni di «valore» della flessibilità lombarda, non si può dire che sarà uniforme in tutte e tre le Asst. E dai vertici delle Aziende sociosanitarie territoriali bergamasche, intanto, non arrivano commenti o dichiarazioni sull’emendamento, mentre sono positive le reazioni delle rappresentanze sindacali. Dall’Asst Papa Giovanni, per esempio, (dove per quest’anno si era calcolato in oltre un milione di euro la necessità del taglio di spesa sul personale per ottemperare ai vincoli di legge, cosa che aveva paventato rischi di blocchi di assunzioni e turn over), il sindacato Anaao sottolinea: «Siamo soddisfatti degli emendamenti che vanno incontro alle esigenze della sanità pubblica lombarda e a quanto Anaao Assomed ha più volte affermato in termini di rinnovo dei contratti e stabilizzazione dei medici e dirigenti sanitari. Aspettiamo di leggere il testo definitivo della Legge di Stabilità e di comprendere il reale impatto di queste misure sulla realtà bergamasca e in particolare sull’ospedale Papa Giovanni XXIII. Questo dovrebbe evitare i paventati tagli alle retribuzioni dei medici dirigenti da un lato e consentire ai giovani colleghi precari, dall’altro, di vedersi rinnovare i contratti. Non dimentichiamo in ogni caso che allo stato attuale nulla si sa sulle risorse necessarie per il rinnovo del contratto dei dirigenti sanitari». A livello territoriale i sindacati Cgil, per voce di Orazio Amboni, Dipartimento Welfare e Cisl, per voce di Francesco Corna, si plaude all’emendamento: «Un segnale decisamente positivo. Permette di sostenere di più la sanità pubblica, decisamente svantaggiata rispetto ai privati, non obbligati a vincoli di ottimizzazione di risorse».

Carmen Tancredi