Sanità, più flessibilità sul personale per rafforzare il sistema sanitario pubblico.

Per le regioni con la sanità in pareggio è un prezioso margine di libertà in più su un tema decisivo come la gestione del personale. Un segnale importante per rafforzare il sistema sanitario pubblico e valorizzare la professionalità degli operatori. 

Con l’approvazione del nostro emendamento si riduce l’obiettivo di contenimento del costo del personale della sanità delle regioni virtuose. E’ una misura di flessibilizzazione che ha un grande impatto dal punto di vista organizzativo per le regioni con i conti della sanità in ordine. 

La norma vigente prevedeva un percorso graduale di riduzione del costo del personale da attuarsi nel periodo 2015/2020, anno entro il quale la spesa complessiva avrebbe dovuto attestarsi alla spesa dell’anno 2004 diminuita dell’1,4 per cento.

Con l’approvazione dell’emendamento le regioni con la sanità in pareggio recuperano spazi di flessibilità importanti. E’ un segnale che consente di poter rinnovare i contratti evitando il rischio dei bruschi ridimensionamenti dei servizi e delle prestazioni sanitarie che n erano stati paventati nei mesi scorsi, a causa dei ritardi accumulati da alcune regioni nell’assumere le iniziative necessarie per rispettare il vincolo imposto nel 2011, sicuramente obsoleto ma pienamente vigente.

NOTA ILLUSTRATIVA DELL’EMENDAMENTO 41-sexies-6

Dall’anno 2004 si sono susseguite diverse norme che hanno imposto al SSR un impatto sulla spesa del personale, da ultima la Legge 161/2014 che ha previsto la necessità di rivedere gli assetti organizzativi al fine di rendere possibile il rispetto della normativa inerente l’orario di lavoro.

Il Patto della Salute già prevedeva di “effettuare un approfondimento tecnico ai fini dell’aggiornamento del parametro spesa 2004 – 1,4%”, che ovviamente, se non reso più aderente e attuale rispetto alle evoluzioni organizzative e di erogazione dei servizi sanitari ai cittadini non comparabile con l’anno 2004, rischiava di far retrocedere di 16 anni un importante fattore chiave per lo sviluppo e la crescita del servizio sanitario nazionale quale quello delle risorse umane.

L’emendamento si propone di contestualizzare la legge in materia di spesa del personale per le regioni che con apposita legge regionale, si sono fatte promotrici nell’ultimo triennio di processi di riorganizzazione dei servizi sanitari e sociosanitari; e che sono in grado di certificare bilanci in equilibrio unitamente al rispetto degli adempimenti LEA e dei tempi di pagamento, introducendo quale obbligo, in alternativa all’adempimento di graduale riduzione della spesa del personale per un importo pari a quello della spesa dell’anno 2004, decurtata dell’1,4%, quello del rispetto del tetto massimo determinato dalla spesa media del personale del SSN relativo al triennio di osservazione 2015 – 2017 oltre ovviamente al rispetto dell’equilibrio ovvero un’oscillazione massima non superiore allo 0,8% rispetto all’obiettivo da perseguire.

Tale indicatore rappresenta un utile strumento per prevenire eventuali squilibri di bilancio atteso che nel triennio considerato la Regione deve comunque assicurare l’equilibrio di bilancio.

RIFERIMENTI NORMATIVI

Articolo 17, comma 3-bis, decreto-legge 98 del 2011 (così come modificato dall’emendamento)

3-bis. Alla verifica dell’effettivo conseguimento degli obiettivi di cui al comma 3 del presente articolo si provvede con le modalità previste dall’articolo 2, comma 73, della legge 23 dicembre 2009, n. 191. La regione e’ giudicata adempiente ove sia accertato l’effettivo conseguimento di tali obiettivi. In caso contrario, per gli anni dal 2013 al 2019, la regione e’ considerata adempiente ove abbia raggiunto l’equilibrio economico e abbia attuato, negli anni dal 2015 al 2019, un percorso di graduale riduzione della spesa di personale, ovvero una variazione dello 0,1 per cento annuo, fino al totale conseguimento nell’anno 2020 degli obiettivi previsti all’articolo 2, commi 71 e 72, della citata legge n. 191 del 2009.

Articolo 1, commi 71-72, legge 191 del 2009

71. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 1, comma 565, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, per il triennio 2007-2009, gli enti del Servizio sanitario nazionale concorrono alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica adottando, anche nel triennio 20102012, misure necessarie a garantire che le spese del personale, al lordo degli oneri riflessi a carico delle amministrazioni e dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive, non superino per ciascuno degli anni 2010, 2011 e 2012 il corrispondente ammontare dell’anno 2004 diminuito dell’1,4 per cento. A tale fine si considerano anche le spese per il personale con rapporto di lavoro a tempo determinato, con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, o che presta servizio con altre forme di rapporto di lavoro flessibile o con convenzioni. Ai fini dell’applicazione delle disposizioni di cui al presente comma, le spese per il personale sono considerate al netto: a) per l’anno 2004, delle spese per arretrati relativi ad anni precedenti per rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro; b) per ciascuno degli anni 2010, 2011 e 2012, delle spese derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi nazionali di lavoro intervenuti successivamente all’anno 2004. Sono comunque fatte salve, e devono essere escluse sia per l’anno 2004 sia per ciascuno degli anni 2010, 2011 e 2012, le spese di personale totalmente a carico di finanziamenti comunitari o privati, nonche’ le spese relative alle assunzioni a tempo determinato e ai contratti di collaborazione coordinata e continuativa per l’attuazione di progetti di ricerca finanziati ai sensi dell’articolo 12-bis del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni. 

72. Gli enti destinatari delle disposizioni di cui al comma 71, nell’ambito degli indirizzi fissati dalle regioni, anche in connessione con i processi di riorganizzazione, ivi compresi quelli di razionalizzazione ed efficientamento della rete ospedaliera, per il conseguimento degli obiettivi di contenimento della spesa previsti dal medesimo comma: a) predispongono un programma annuale di revisione delle consistenze di personale dipendente a tempo indeterminato, determinato, che presta servizio con contratti di collaborazione coordinata e continuativa o con altre forme di lavoro flessibile o con convenzioni, finalizzato alla riduzione della spesa complessiva per il personale, con conseguente ridimensionamento dei pertinenti fondi della contrattazione integrativa per la cui costituzione fanno riferimento anche alle disposizioni recate dall’articolo 1, commi 189, 191 e 194, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e successive modificazioni; b) fissano parametri standard per l’individuazione delle strutture semplici e complesse, nonche’ delle posizioni organizzative e di coordinamento, rispettivamente, delle aree della dirigenza e del personale del comparto del Servizio sanitario nazionale, nel rispetto comunque delle disponibilita’ dei fondi per il finanziamento della contrattazione integrativa cosi’ come rideterminati ai sensi del presente comma.