Pane fresco, una legge ora lo tutela e lo distingue da quello industriale. Per garantire la massima trasparenza al consumatore e valorizzare il comparto della panificazione artigiana.

Nella seduta del 6 dicembre 2017 con il voto di favorevole di 331 deputati su un totale di 356, la Camera ha approvato in prima lettura il progetto di legge “Romanini” sul pane fresco, fortemente voluto dalla Federazione Italiana Panificatori per  innovare il quadro normativo di riferimento del settore. Il testo della proposta di legge per perfezionarsi dovrà ora passare all’esame e all’approvazione del Senato.

Si tratta di un provvedimento importante, che pone le basi per valorizzare e rilanciare l’intero comparto della panificazione artigiana, riconoscendo e tutelando il pane fresco e prodotto artigianalmente, e distinguendolo da quello prodotto industrialmente o sottoposto a processi di conservazione.

Una garanzia di trasparenza per i consumatori e una tutela importante per un prodotto che fa parte del nostro patrimonio culturale nazionale. La denominazione“pane fresco” è riservata al pane preparato secondo un processo di produzione continuo (che non deve superare le 72 ore), privo di interruzioni finalizzate al congelamento e ad altri trattamenti conservanti.

Nella commercializzazione, invece, viene previsto il divieto di utilizzare la denominazione “pane fresco” per il pane destinato ad essere posto in vendita oltre le 24 ore successive al momento in cui è stato completato il processo produttivo, per il pane posto in vendita successivamente al completamento della cottura di pane parzialmente cotto, comunque conservato, e per il pane ottenuto dalla cottura di prodotti intermedi di panificazione.
È previsto, altresì, il divieto di utilizzare denominazioni quali: “pane di giornata”, “pane appena sfornato” e “pane caldo”, nonché qualsiasi altra denominazione che possa indurre in inganno il consumatore.

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