I lavori della Camera in diretta

A Bergamo 6.300 badanti irregolari. «Agevolazioni fiscali per ridurre il nero»

Da L’Eco di Bergamo del 6 dicembre 2017

Per portare alla luce il lavoro «nero» delle badanti, i deputati bergamaschi Pd Elena Carnevali e Antonio Misiani, puntano a rafforzare la detrazione Irpef sulle spese, con una proposta di legge presentata a Montecitorio. Una misura che consentirebbe alle famiglie con una badante regolarmente assunta di risparmiare fino a 4.500 euro all’anno sulla spesa, rispetto agli attuali 399 euro. L’obiettivo è abbattere del 30% i numeri sul sommerso che anche nella provincia di Bergamo sono allarmanti: degli 11 mi- la lavoratori (per la maggioranza donne) che si prendono cura dei nostri anziani, solo 4.710 so- no regolari. I restanti 6.290 sarebbero quindi retribuiti in nero. I dati sulla nostra provincia sono stati snocciolati dai deputati alla conferenza stampa di ieri a Roma, a cui hanno preso par- te anche il bergamasco Mauri- zio Martina, Ministro dell’agri- coltura e vicesegretario nazionale Pd e Giovanni Lattanzi, responsabile dipartimento welfare Pd nazionale.

La proposta di legge

La proposta di legge da un lato potenzia la detrazione Irpef, dall’altro riconosce ai lavoratori domestici l’indennità di malattia Inps, oggi in carico alle famiglie. L’aliquota di detrazione passerebbe dall’attuale 19% al 30%, il massimo delle spese detraibili da 2.100 a 15 mila euro e il tetto di reddito familiare per avere diritto all’agevolazione da 40 mila euro a 55 mila. Un provvedimento a favore delle famiglie che si trovano a dover soste- nere costi ingenti per prendersi cura dei propri cari in difficoltà: «Ci occupiamo di un pezzo cruciale del sistema di cura dei non autosufficienti: le assistenti fa- miliari, comunemente chiama- te badanti – spiega l’onorevole Carnevali –. In Italia se ne contano 830 mila, di cui solo 379 mi- la regolari. In provincia di Bergamo sono circa 11 mila, di cui 4.710 regolari. La Convenzione Onu per le persone disabili al- l’articolo 19 sulla vita indipendente e l’inclusione sociale ri- chiama i Paesi alla garanzia di accesso a una serie di servizi a domicilio,compresa l’assistenza personale».

Il risparmio fiscale

Entra nel merito delle cifre l’onorevole Antonio Misiani: «Oggi il risparmio fiscale massi- mo è di 399 euro, una cifra risibile se pensiamo che una badante regolarmente assunta a tempo pieno costa di sola retribuzione e contributi quasi 16 mila euro annui – osserva il parlamentare –. È un paradosso in un Paese in cui chi ristruttura la propria abitazione può detrarre dalle tasse il 50% e chi dona ai partiti il 26%. Con la nostra proposta aumentiamo l’aliquota di detrazione a un livello più adeguato e soprattutto innalziamo l’ammontare massimo di spese detraibili, portandolo a un livello simile al costo effettivo di una badante regolarmente assunta a tempo pieno». Una sottolineatura sulla copertura economica del provvedimento: «L’onere per lo Sta- to verrebbe parzialmente com- pensato dall’emersione di parte

del lavoro sommerso, che genererebbe maggior gettito contributivo, riducendo il costo per l’erario a 141 milioni». Per la sola provincia di Bergamo il nero si aggirerebbe infatti sui 60 milioni di euro. Plaude all’iniziativa Alberto Citerio, segretario generale Fisascat Cisl Bergamo: «È un settore molto debole, le famiglie vengono lasciate sole, per questo abbiamo anche aperto uno sportello – premette il sindacalista –. Spesso le famiglie si affidano infatti al passaparola e al fai da te, non sapendo che se si ospita in casa una badante senza permesso di soggiorno si rischia di essere perseguiti penalmente. Questa proposta di legge va quindi nella direzione giusta, offre sostegno alle famiglie ma an- che alle badanti». Citerio sotto- linea come «il fenomeno del lavoro nero sia tornato ad esplodere. Più della metà delle badanti sono in nero e la metà di queste è senza un permesso di soggiorno. Per questo servirebbe anche un decreto di regolarizzazione del lavoro domestico e l’istituzione dell’albo provinciale». Anche Apicolf Bergamo legge positivamente l’intento del provvedimento: «È una proposta che va incontro alle famiglie, spesso i datori di lavoro sono pensiona- ti con redditi bassi su cui incide il costo della badante – commenta la presidente provinciale Daniela Mazzoleni –. Spesso si vanno a toccare i risparmi, fortunata- mente i nostri anziani sono stati previdenti».

Diana Noris