I lavori della Camera in diretta

«Pubblico,servono1.400 assunzioni»

Da L’Eco di Bergamo del 5 dicembre 2017

È chiaramente solo una stima, ma serve per dare l’idea di come è messa – a livello di organici – la pubblica amministrazione nella nostra provincia. Perché, stando al sindacato, «in Bergamasca servirebbero qualcosa come 1.400 assunzioni», come afferma il segretario generale della Fp-Cgil, Roberto Rossi. Il blocco del turnover di questi anni non è stato indolore: «Bergamo è la provincia italiana

L’occasione per fare il punto sulla situazione è stato il convegno «Valorizzazione del dipendente pubblico per amministrazioni più efficienti», organizza- to ieri all’Istituto Natta di Bergamo dalla Fp-Cgil, a cui sono intervenuti anche il sottosegretario al ministero della Semplificazione e Pubblica amministrazione, Angelo Rughetti, e la deputata Pd Elena Carnevali. Al centro il nuovo Testo unico del Pubblico impiego che «disciplina il rapporto di lavoro tra i di- pendenti pubblici e la pubblica amministrazione», spiega Rughetti, attuando la legge Madia. Tra le novità più rilevanti, c’è sicuramente «la possibilità di stabilizzare i lavoratori precari che lavorano da tre anni nella pubblica amministrazione». Le stime parlano di «circa 50 mila persone che passeranno da un contratto a tempo determinato ad uno a tempo indeterminato». Anche per i cosiddetti lavoratori atipici si prospetta la possibilità del posto fisso, previo superamento del concorso.

Inoltre con il Testo unico «si è resa più flessibile l’organizzazione della pubblica amministrazione con l’abbandono delle dotazioni organiche e il subentro dei fabbisogni», continua il sottosegretario. Che tradotto significa che ogni amministrazione potrà assumere in base alle esigenze del proprio territorio, non essendo più legata al vincolo della pianta organica: «I fabbisogni andranno individuati entro il 30 aprile dell’anno prossimo». C’è da registrare che «nei prossimi cinque anni andranno in pensione 450 mila

dipendenti pubblici, che saranno sostituiti con l’obiettivo di migliorare i servizi verso cittadini e imprese», sottolinea Rughetti. Riguardo alla situazione dei Centri per l’impiego, si è risolta l’impasse: «Dal 1o gennaio 2018 i dipendenti (una settantina nella nostra provincia, ndr) passeranno in capo alle Regioni, che con una propria legge dovranno poi organizzare il servi- zio». In questo caso, a livello nazionale, si stima la stabilizzazione di circa 2 mila persone.

Tutto questo per dire che «la fase di restringimento degli organici della Pa si è chiusa: sono state tante le uscite di personale non sostituito per via del blocco del turnover e alcuni comparti, come gli enti locali, i tribunali e le forze dell’ordine sono in assoluta difficoltà», afferma Rughetti. Un primo piano straordinario di assunzioni ha riguardato le forze dell’ordine (ne sono state effettuate 5 mila) e «l’anno prossimo ne sono previste altre 8 mi- la». Inoltre «è aumentato il turnover per gli enti territoriali, con le regioni che avranno un

budget per assumere pari allo 0,75% delle cessazioni». Se cioè ad andare in pensione è una persona che costa 50 mila euro, è possibile assumerne un’altra a 40 mila euro, oppure prevedere due contratti part-time. «Sono misure che trovano copertura nella legislazione vigente, frutto di risparmi fatti negli anni precedenti», precisa Rughetti.

Cosa ne pensa il sindacato di tutto questo? Secondo Rossi «la cartina di tornasole sarà il recepimento del Testo unico all’in- terno dei quattro contratti nazionali del pubblico impiego». Puntini di sospensione, insomma, in attesa di sviluppi. Nessuna novità sul capitolo Jobs act: «Nel pubblico impiego non si può applicare – puntualiz- za Rughetti – perché le assunzioni avvengono tramite concorso e la persona diventa titolare di un diritto soggettivo. Inoltre si crea un rapporto a rischio, per- ché l’amministratore, attraverso l’utilizzo di risorse pubbliche, potrebbe usare un potere arbitrario in caso di licenziamento».

Francesca Belotti