Relazione sulla Salute dei Migranti: in Italia arrivano sani e si ammalano per la povertà.

Secondo i dati del Ministero dell’Interno, negli ultimi 4 anni in Italia sono approdate 616.930 persone, di cui 190 mila sono attualmente assistite dal Sistema Nazionale di accoglienza; oggi a Roma la Commissione d’Inchiesta sui Migranti ha presentato la Relazione su “La tutela della salute dei migranti e della popolazione residente”.  Il quadro sanitario messo a fuoco evidenzia un peggioramento delle condizioni di salute dei migranti una volta sbarcati sulle nostre coste. Le buone condizioni di salute generale al momento dell’arrivo peggiorano con il passare del tempo a causa della marginalità in cui i migranti vivono.

Oggi piu’ che mai è importante distinguere tra i reali problemi da affrontare e i timori infondati come quello di contagi:  la cosiddetta “Sindrome di Salgari” ossia lo stereotipo del migrante portatore di malattie specie infettive, non è oggi supportata da alcuna evidenza scientifica. Dobbiamo invece tenere sotto controllo l’ “effetto migrante esausto”, ovvero il deterioramento delle condizioni di salute, soprattutto psicologica, dovuto alle condizioni di  marginalità e povertà e farci carico dei soggetti vulnerabili, quali donne, minori e vittime di violenze.

Tra le priorità da affrontare, la Relazione individua la necessità di accelerare l’iscrizione al servizio sanitario nazionale dei richiedenti asilo  e la messa a punto di percorsi specifici per ridurre la vulnerabilità (in capo soprattutto a minori non accompagnati, gruppi monoparentali, donne sole e vittime di torture) ed evitare che quest’ultima si trasformi in malattia. Accanto ad  una rete di monitoraggio diffusa sul territorio e tra gli operatori , l’introduzione dal ‘passaporto sanitario digitale’ dove sarà registrato lo screening iniziale renderà possibile il monitoraggio epidemiologico, oltre a  tracciare i dati del migrante durante il periodo di permanenza nel nostro paese o in altri europei.

Dal punto di vista sanitario la direzione è quella del potenziamento della prevenzione, soprattutto in riferimento a vaccinazioni, screening e tutela della salute materno-infantile. Favorire  l’accesso al circuito sanitario nazionale significa garantire un beneficio alla comunità in termini di salute pubblica.

Argomenti: