I lavori della Camera in diretta

Uscita da scuola in autonomia, una legge per garantirla

La soluzione per garantire l’uscita in autonomia dei ragazzi da scuola ora c’è e coniuga la salvaguardia del valore pedagogico dei percorsi di autonomia, la necessità degli istituti di tutelarsi e quelle delle famiglie di accompagnare i minori di 14 anni in un percorso di progressiva responsabilizzazione.

Come PD abbiamo subito predisposto una proposta di legge sul tema perché per noi è prioritario garantire il valore pedagogico dei percorsi di autonomia e per dare una risposta in tempi brevi ai cittadini, dal momento che i provvedimenti dei singoli istituti possono avere pesanti impatti sull’organizzazione delle famiglie.

La proposta di legge (prima firma Simona Malpezzi) introduce nella normativa nazionale la possibilità per i genitori di autorizzare le scuole all’uscita autonoma degli alunni minori di 14 anni, in considerazione dell’età, del grado di autonomia e dello specifico contesto, nell’ambito di un processo di autoresponsabilizzazione,  esonerando l’istituzione scolastica dalla responsabilità di sorveglianza dei ragazzi una volta usciti dagli edifici.

Ad oggi infatti, in assenza di previsioni specifiche, nei confronti di tutti i minorenni – e quindi fino a 18 anni – vige il dovere sancito piu’ volte dalla Cassazione civile di sorveglianza da parte dell’istituto, che non si esaurisce con la fine delle lezioni ma dura fino al momento in cui il minore e non viene affidato ad un’altra sfera di protezione (genitore o di altro soggetto).

Già dalla prossima settimana, con il deposito della proposta di legge, useremo tutte le finestre possibili dei lavori parlamentari tra Camera e Senato per dare alle famiglie e agli istituti risposte in tempi rapidi; alla normativa nazionale spetta il compito di coniugare le esigenze di autonomia e crescita dei ragazzi, il valore pedagogico di queste esperienze, con la necessità delle scuole di tutelarsi dal punto di vista delle responsabilità verso i propri alunni e le loro famiglie. Altrimenti si rischia di mortificare le tante esperienze positive oggi in atto, che mirano a favorire l’autonomia e l’indipendenza dei giovani studenti”.

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