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Il provvedimento sui parcheggi rosa di Pontida contrario a civiltà e Costituzione, oltre che uno spreco di denaro pubblico

A pochi mesi dalla pacifica e colorata manifestazione antirazzista che ha riempito le pagine dei giornali anche nazionali, Pontida torna a far parlare di sé per qualcosa di decisamente meno felice: un provvedimento dell’amministrazione leghista che, oltre ad essere discriminatorio e offensivo, finirà per pesare sulle tasche dei contribuenti.
Il regolamento comunale per la gestione dei parcheggi, che prevede permessi gratuiti per le donne in gravidanza ma solo se “appartenenti ad un nucleo familiare naturale e cittadine italiane o di un paese membro dell’Unione europea”, non è una semplice azione folkloristica o di propaganda messa in campo da un partito che sull’avversione per il diverso (e spesso per il più debole) ha fondato tutta la sua strategia: qui abbiamo superato, oltre alla soglia della decenza, anche quella della civiltà. Solo un’ideologia cieca può pensare di distinguere tra mamma e mamma, di valutare meno i dolori o i disagi di una donna in stato di gravidanza in base al colore della pelle o allo stato di famiglia, di dispensare i diritti in base a criteri che la Costituzione italiana respinge e ripudia. Proprio per questo un provvedimento di questo tipo non può che crollare di fronte al primo ricorso. Possibile che la Lega non sappia trovare un modo migliore per spendere i soldi dei contribuenti che non utilizzarli per difendere scelte discriminatorie e aberranti?

Elena Carnevali, deputata Partito democratico