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Spese sociali dei Comuni: Carnevali e Misiani, è in atto una svolta positiva

“Lo studio della CISL di Bergamo ha il pregio di analizzare il nesso tra l’evoluzione delle entrate dei comuni bergamaschi e la loro spesa sociale. Crediamo però che alcune precisazioni siano utili a integrare il quadro delineato dallo studio” dichiarano Elena Carnevali e Antonio Misiani, deputati bergamaschi del PD. Secondo Misiani “il grosso del cambiamento delle entrate comunali si è concentrato tra il 2010 e il 2012. In quegli anni l’entrata in vigore del decreto legislativo sul federalismo municipale e, soprattutto, la manovra economica del governo Monti portarono ad un drastico taglio dei trasferimenti erariali, controbilanciato da un fortissimo aumento delle imposte comunali. Va a merito dei governi Renzi e Gentiloni aver cambiato radicalmente registro: dal 2016 gli stanziamenti del fondo di solidarietà comunale non sono stati toccati e la quota ripartita secondo i fabbisogni standard è via via cresciuta (dal 40 per cento di quest’anno si arriverà al 100 per cento dal 2021); il famigerato patto interno di stabilità è stato sostituito dal pareggio di bilancio; la TASI sulle prime case è stata abolita e, contestualmente, è stato bloccato ogni aumento delle aliquote fiscali comunali. Molto rimane da fare: bisogna riorganizzare le entrate comunali, semplificandole e restituendo ai comuni maggiori spazi di autonomia. Ma la svolta è netta e visibile”

Carnevali sottolinea il cambiamento sul versante della spesa sociale: “i governi guidati dal PD hanno nettamente aumentato i fondi statali per le politiche sociali. Nel 2012 il Fondo nazionale politiche sociali e il Fondo per la non autosufficienza erano stati azzerati dall’ultima legge finanziaria del governo Berlusconi. Da allora, li abbiamo rifinanziati e stabilizzati e abbiamo introdotto nuovi, importanti stanziamenti di carattere sociale: il SIA (Sostegno per l’Inclusione Attiva), che dal 2018 si trasformerà nel REI (Reddito di Inclusione); i fondi per la legge sul “Dopo di noi”; il bonus bebé e – con la legge di bilancio 2017 – il premio alla nascita, il buono-nido e il voucher-nido.” Il volume delle risorse di carattere sociale destinate alla bergamasca è così nettamente cresciuto, dallo zero del 2012 agli oltre 55 milioni stimati per il 2017 (vedi tabella allegata). “Solo una parte di queste risorse passano per i bilanci comunali” – aggiunge l’on. Carnevali – “ma per avere un quadro completo bisogna tenere conto anche degli strumenti erogati dall’INPS che vanno a diretto beneficio di tante famiglie bergamasche”.

“Questi elementi delineano un quadro in positiva evoluzione” concludono Misiani e Carnevali. “Gli anni del risanamento hanno fortemente penalizzato i comuni, che hanno subito tagli nettamente sproporzionati rispetto al loro peso sul deficit e sul debito pubblico. Va al merito degli ultimi governi aver invertito questa tendenza, ponendo fine alla stagione dei sacrifici e rafforzando per varie vie interventi destinati alla non autosufficienza, alla disabilità e alla povertà, con riguardo in particolare alle famiglie con minori a cui dedichiamo una misura universale. Molto rimane da fare anche a sostegno della genitorialità, ma la strada imboccata è sicuramente giusta e condivisibile per garantire cura, protezione e diminuire le disuguaglianze”.