I lavori della Camera in diretta

Tagli alle politiche sociali, servizi a rischio ma c’è l’impegno del governo

(DA L’ECO DI BERGAMO) «Politiche sociali, sono passati 70 giorni e i tagli restano: presto servizi a rischio» Dalla protesta di piazza del 25 marzo scorso sono passati 70 giorni, ma niente – denunciano – è cambiato. La «falciata» (così la definiscono) del Fondo nazionale delle politiche sociali – che per i Comuni bergamaschi si traduce in un taglio da 4,5 milioni a 1,4 milioni di euro – resta, mettendo a rischio la tenuta dei servizi per disabili, minori e anziani. La dura presa di posizione arriva in una nota congiunta di Gabriele Cortesi, vicesindaco e assessore alle Politiche sociali di Seriate e presidente dell’assemblea dei sindaci del Distretto Bergamo Est, e di Elena Poma, sindaco di Stezzano e presidente dell’Assemblea dei sindaci del Distretto Bergamo Ovest. Nel mirino il governo «che, in occasione della protesta dei sindaci, si era assunto l’impegno di ripristinare totalmente il Fondo, passato, in generale, da 311,58 milioni a soli 99,7, con una perdita complessiva di oltre 211 milioni, in pratica il 70 per cento in meno. A oggi, però, nulla è ancora successo». La preoccupazione per la tenuta «dell’eccellenza del sistema» si fa quindi sempre più concreta: «Questo taglio penalizza soprattutto le politiche di programmazione fatte dagli Ambiti territoriali, causando la chiusura delle attività, orientate verso l’intervento in situazioni di fragilità». Il tempo sta per scadere, sostengono, e se per fine mese non ci saranno dei passi avanti, si dicono pronti a organizzare nuove forme forti di protesta.

«Attendista» anche Maria Carla Marchesi, assessore alla Coesione sociale a Palafrizzoni e presidente della Conferenza dei sindaci (da lei era partita la «chiamata» di piazza contro i tagli), di diverso colore politico (di centrosinistra, mentre i due «colleghi» sono di centrodestra), ma ugualmente in apprensione per le sorti del Fondo. «Anche noi – conferma – siamo in attesa di capire se ci saranno delle novità, con il recupero di qualche risorsa, perché questo Fondo resta indispensabile per i Comuni. Se non dovesse essere, saremmo in difficoltà a sostenere i servizi per i cittadini». Che i fondi siano disponibili attraverso i Sia (il Sistema di inclusione attiva, del quale sono cambiati i criteri per accogliere le domande) o attraverso i fondi regionali, poco importa: l’importante è che le risorse vengano recuperate.

Da Roma, però, per ora non arrivano grosse novità. L’impegno assunto a metà marzo dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti – cioé trovare una risposta in sinergia con le Regioni (c’era infatti l’impegno anche del presidente della Conferenza Stato-Regioni Stefano Bonaccini) – non ha avuto ancora seguito. «Se il ministro ha dato la sua parola, vigileremo perché la mantenga», assicura il deputato Elena Carnevali (Pd), membro della commissione Affari sociali e promotrice di un ordine del giorno, nei mesi scorsi, proprio per chiedere al governo di rifinanziare il Fondo nazionale per le Politiche sociali.Il punto è ancora capire con quale provvedimento verranno trovati (se ci saranno) i finanziamenti: nella «manovrina» passata alla Camera, e ora al vaglio del Senato, pare non esserci traccia; resta da vedere se sono nelle pieghe del Decreto povertà da 2 miliardi.