Testamento biologico: “Testo coraggioso ed equilibrato, siamo fieri di questo primo passo”

La legge sul cosiddetto “Testamento biologico” passa alla Camera. Ci sono volute quasi due legislature per poter arrivare ad una proposta che vedesse un ampio consenso. “La storia chiede coraggio”, scriveva giorni fa il presidente emerito del Comitato nazionale di bioetica Francesco D’Agostino. L’abbiamo messo in questo testo, che non introduce alcuna forma di eutanasia ma fonda le sue radici nel consenso informato inteso come rafforzamento della relazione terapeutica, sul rispetto delle volontà del paziente riguardo i trattamenti sanitari, sulla possibilità di dichiarare/ rivedere le Disposizioni anticipate di trattamento (DAT) e di nominare un “ “fiduciario”, di riconoscere il ruolo della “alleanza” tra medico e paziente, il diritto di dire no all’ accanimento terapeutico, e la sedazione profonda. In estrema sintesi, consente finalmente l’attuazione all’art 32 della nostra Costituzione.
E’ un testo equilibrato frutto di un buono e alto compromesso tra diverse sensibilità spesso inconciliabili, sicuramente perfettibile, ma è una buona legge che affronta con coraggio anche il tema di una dignità del “morire”, riconoscendo la centralità della persona. Molto in questa legislatura è stato fatto nel campo dell’ampliamento dei diritti civili, ed è il giunto tempo di non perdere l’appuntamento con la Storia, perché siamo già in ritardo. Un paese civile deve avere il coraggio di farsi governante e riformatore, rispettoso e saggio nell’affrontare un tema tanto difficile e delicato come quello del fine vita. C’è da essere fieri di questo primo passo, in attesa di un atto di responsabilità e generosità del Senato affinché diventi definitivamente legge.

Elena Carnevali, deputata PD

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