Approvato il DDL povertà, finalmente non siamo più gli ultimi in Europa

“L’approvazione definitiva da parte del Senato del ddl povertà rappresenta un passo in avanti storico per il welfare del nostro Paese, che si dota finalmente di una misura universale di contrasto alla povertà: il Reddito di inclusione (Rei).” Lo dichiara la deputata del Partito Democratico Elena Carnevali. “L’approvazione senza modifiche del testo prodotto dalla Camera dei Deputati consentirà in tempi brevi l’adozione dei decreti legislativi attuativi del provvedimento: un processo iniziato da Renzi e fortemente voluto dal presidente del Consiglio Gentiloni e da tutto il Partito Democratico”.

Al reddito di inclusione si potrà accedere su base ISEE, l’assegno arriverà fino a 480 euro mensili a famiglia (probabilmente in forma di carta prepagata). I destinatari dovranno sottoscrivere un patto con l’ente locale che comprende l’adesione ai processi sociali ed educativi e l’inserimento lavorativo o di ricerca occupazione attraverso i centri per l’impiego.

“Il reddito di inclusione diventa oggi un livello essenziale di assistenza. Condividiamo con l’Alleanza alla povertà la necessità di stringere i tempi per estendere questo intervento, che oggi riguarda le famiglie con minori, donne in gravidanza o disabili, all’intera platea dei cittadini che vivono al di sotto della soglia di povertà assoluta (oggi circa quattro milioni in Italia), ma a una condizione: che nel contempo si rafforzino e si migliorino i servizi, e in particolare quelli relativi al sostegno alla ricerca del lavoro e al reinserimento sociale. Altrimenti rischiamo di limitarci a una misura assistenzialistica che non risolve il problema”.

“Un lavoro approfondito – spiega ancora Carnevali – e portato avanti con il confronto costante con l’Alleanza contro la povertà, partendo da una situazione in cui le uniche risorse erano i 50 milioni della sperimentazione del Sistema Inclusione Attiva nei 12 maggiori Comuni. A fronte di tale situazione il Governo ha reso strutturale il finanziamento: da 750 milioni nel 2016 a 1,3 miliardi per il 2017 e 1,8 per il 2018, in una situazione economico sociale del Paese già fortemente compromessa dagli effetti della crisi, acuiti per di più da anni in cui nessuno è riuscito ad elaborare un intervento complessivo e credibile. Ad oggi è già stata messa in campo l’estensione del SIA su tutto il territorio nazionale, e la conferma della misura per il 2017 con nuovi criteri di accesso, che vogliamo comunque ampliare”.

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