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Approvata la legge sul rischio clinico, ecco cosa cambia Carnevali (PD): “Più di due anni di lavoro per una legge attesa da cittadini e medici”

La Camera dei Deputati ha approvato la nuova legge sul rischio clinico che ridefinisce le “disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”: un insieme di norme che punta a ristabilire una nuova fiducia tra medico e paziente, a combattere la “medicina difensiva” (quella cioè che rischia di negare cure a un paziente, perché potenzialmente rischiose e quindi fonte di responsabilità anche penale in caso di danno) e a evitare inutili sprechi.

“Una norma necessaria e dovuta ai pazienti, ai professionisti del settore sanitario e alle associazioni di tutela – commenta la deputata PD Elena Carnevali – che punta a combattere la perdita di sicurezza da parte dei medici, che può nuocere ai pazienti e non garantire cure efficaci. Oltre due anni di lavoro, suggellati dal successo di aver finalmente una legge tanto attesa.

La finalità principale del provvedimento, è quella di conciliare l’esigenza di garantire la sicurezza delle cure a tutela dei pazienti, definita come parte costitutiva del diritto alla salute, con quella di assicurare maggiore serenità agli esercenti la professione sanitaria, che al momento subiscono gli effetti di un enorme contenzioso, che a sua volta determina effetti devastanti sotto l’aspetto del ricorso alla cosiddetta medicina difensiva, che incide in modo assai negativo sulla spesa pubblica e sull’incremento dei costi delle polizie assicurative, diventato ormai inaccessibile soprattutto per i giovani medici”.

L’istituzione dei centri regionali per la gestione del rischio clinico rappresenta il coordinamento fondamentale, dotando il SSN di interventi sistematici nell’ambito della prevenzione del rischio clinico.

La responsabilità civile del medico diventa “extracontrattuale”, obbliga cioè la persona che ha subito un danno a dimostrare che la colpa sia di chi l’ha curata, mentre resta “contrattuale” la responsabilità dell’ospedale o dell’Asl, che dovrà provare di non avere responsabilità. La responsabilità penale viene invece esclusa nei casi di imperizia quando vengono rispettate le linee guida.

Tra le altre novità si introduce l’obbligo di conciliazione stragiudiziale prima di arrivare in giudizio, per abbreviare i tempi di risarcimento, e si obbligano tutte le strutture sanitarie ad essere assicurate e a istituire un Fondo rischi per il risarcimento dei sinistri. I pazienti avranno diritto ad accedere alla propria documentazione sanitaria entro 7 giorni. La nuova norma stabilisce infine che la sicurezza delle cure è parte integrante del dritto alla salute, e viene promossa la nascita di un centro per il rischio clinico in tutte le strutture, per valutare gli errori sanitari e proporre politiche di prevenzione.

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