Passa alla Camera una nuova legge contro i maltrattamenti in asili e strutture residenziali per anziani e disabili

E’ stata approvata ieri dalla Camera una nuova legge che consentirà l’installazione in asili e strutture di assistenza per anziani e disabili di sistemi di videosorveglianza, ma non solo: le nuove tutele puntano sulla formazione, sul patto con le famiglie e sulla trasparenza come vie principali per combattere il rischio di incuria o maltrattamenti.
“Le famiglie devono potersi fidare delle strutture a cui affidano i propri cari – commenta Elena Carnevali – soprattuto se questi appartengono a categorie vulnerabili. Per garantire una migliore qualità di vita degli utenti abbiamo deciso di puntare su prevenzione e controllo. Prevenire vuol dire garantire una formazione continua per gli operatori e gli educatori che in queste strutture lavorano, e per questo abbiamo stanziato un fondo di 5 milioni di euro, e vuol dire procedere a valutazioni attitudinali non solo al momento dell’assunzione ma anche nel corso della carriera lavorativa. Si riconosce infine che la sindrome del burn out (stress eccessivo causato da lavori particolarmente usuranti, anche psicologicamente) è, purtroppo, una realtà frequente in questi settori. La nuova legge, in questi casi, prevede la possibilità di essere assegnati ad altri incarichi per il tempo necessario a recuperare le forze per operare al meglio”.
Alla prevenzione si aggiunge la trasparenza e la regolamentazione, che avverrà attraverso l’impiego di videocamere a circuito chiuso, ma anche aprendo maggiormente i luoghi di cura al mondo esterno: “Le strutture chiuse  e segreganti sono potenzialmente più esposte al rischio di abusi o incuria. Per questo è importante garantire una collaborazione tra gli operatori e le famiglie, anche estendendo l’orario delle visite all’intera giornata. La videosorveglianza, infine, può essere uno strumento di controllo in più, ma va regolamentata: la nuova legge dice no alle webcam o all’utilizzo selvaggio, ma promuove invece un sistema chiaramente normato che, nel rispetto dei lavoratori, possa essere utile alle forze dell’ordine in caso di reale bisogno”.
“Lo Stato – conclude Carnevali – va in questo modo a tutelare i suoi cittadini più deboli. Gli scandali e gli abusi troppe volte denunciati dai media sono indegni di un paese civile”.
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