I lavori della Camera in diretta

Approvati i nuovi Livelli essenziali di Assistenza in conferenza Stato-Regioni

L’approvazione dei nuovi livelli essenziali delle prestazioni e l’aggiornamento del nuovo nomenclatore tariffario, con il voto unanime della  Conferenza Stato-Regioni, rappresenta senza ombra di dubbio una buona notizia su più fronti. Prima di tutto per i cittadini, che vedranno migliorata la qualità dell’assistenza sanitaria e avranno la possibilità di usufruire di nuove prestazioni e tecniche innovative in campo medico. Anche l’aggiornamento del nomenclatore tariffario per protesi ed ausili, immutato da più di 15 anni, è un provvedimento lungamente atteso.

L’aggiornamento dei LEA contiene la revisione dell’elenco delle malattie croniche, delle malattie rare, elimina prestazioni specialistiche ambulatoriali ormai obsolete e introduce nuove prestazioni come quelle riferibili alla genetica, alla procreazione medicalmente assistita ed altre ad altissimo contenuto tecnologico. Per fare qualche esempio, il provvedimento appena approvato introduce e finanzia nuovi livelli essenziali di assistenza in merito ai disturbi dello spettro autistico, al gioco d’azzardo patologico, all’endometriosi (che rientrerà nelle patologie croniche invalidanti), oltre al nuovo piano vaccinale o allo screening neonatale esteso per le malattie metaboliche.
Un lavoro molto complesso, un “tomo” di oltre 500 pagine, frutto della buona collaborazione con le Regioni e dei tanti provvedimenti approvati in Parlamento, che troveranno la copertura finanziaria con i nuovi Livelli Essenziali. Ora il lavoro passa di nuovo alle commissioni parlamentari in materia, per il parere e la verifica della congruità con le leggi e gli impegni assunti in Parlamento.
Dopo questo proficuo lavoro dovremo procedere con celerità. Non possiamo far attendere ancora cittadini e personale sanitario e socio sanitario: i nuovi Lea e il nuovo nomenclatore devono diventare diritti a tutti gli effetti con l’approvazione definitiva. Degli 800 milioni di euro stanziati nella legge di stabilità 2016, 600 sono destinati all’assistenza specialistica e alla protesica, 220 alla prevenzione sanitaria e ai vaccini.
Non sarà certo solo un lavoro di ratifica ma di scrupolosa analisi, sapendo che siamo di fronte ad una cambiamento strutturale che avverrà con gradualità per consentire ai servizi sanitari regionali di organizzarsi. Ridurre le disparità regionali di accesso alle cure, promuovere l’appropriatezza dei percorsi diagnostici terapeutici assistenziali, investire nella prevenzione e affrontare il tema enorme della cronicità  devono essere gli obbiettivi dei prossimi anni. Cercare di mantenere salde le previsioni di 113 miliardi di euro nel 2017 e circa 115 miliardi di euro nel 2018, contenute nella legge di stabilità 2016, sarà un impegno rilevante viste tutte le altre esigenze sociali presenti: investire nella salute non è certo solo un costo per un Paese, ma una scelta di priorità di valori e di competitività con gli altri Stati. Dovremmo farlo al meglio, combattendo anche sprechi, inefficienze e malaffare .
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