Tutelare i livelli occupazionali di Cartiere Paolo Pigna spa

Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere

– premesso che:

– la Cartiere Paolo Pigna s.p.a. è un’azienda nata nel 1839 in provincia di Milano. Nel 1868, per volontà del fondatore, Ing. Paolo Pigna, l’azienda si trasferì ad Alzano Lombardo, in provincia di Bergamo, dove ha tuttora sede. Con lo scoppio della crisi economica, tra settembre 2008 e febbraio 2009 Pigna ha chiuso i due impianti di fabbricazione della carta;

– il 17 aprile 2009 la giunta comunale di Alzano Lombardo ha approvato un protocollo di intesa tra l’amministrazione comunale di Alzano Lombardo, la Cartiere Paolo Pigna s.p.a., e la Leonardo s.p.a. (proprietaria delle aree) volto all’attivazione di uno strumento di programmazione negoziata finalizzato alla ristrutturazione aziendale dell’insediamento produttivo «Cartiere Paolo Pigna s.p.a.» e contestuale riqualificazione delle aree dell’insediamento produttivo in via di dismissione. Successivamente, la regione Lombardia ha attivato – su richiesta del comune di Alzano Lombardo – un contratto di recupero produttivo, definitivamente approvato con decreto del presidente della regione Lombardia il 9 luglio 2013;

– nel gennaio 2011 le rimanenti attività produttive sono state spostate dalla sede storica di via Pesenti, al restante comparto nord dell’area industriale, ristrutturato, sito in via Piave ad Alzano Lombardo;

– attualmente il gruppo Pigna ha due stabilimenti in Italia: le «Cartiere Paolo Pigna» di Alzano Lombardo e la «Pigna Envelopes» (ex stabilimento ICCI) di Tolmezzo, del quale Pigna detiene il 30 per cento delle azioni;

– dei circa 130 lavoratori inizialmente in esubero dalla dismessa divisione fabbricazione, circa 60 sono stati ricollocati nelle restanti divisioni produttive dello stabilimento;

– dal 2011 al 2014, l’occupazione della Pigna è diminuita di alcune decine di unità, mediante procedure di mobilità volontaria;

– lo stabilimento Pigna s.p.a. di Alzano Lombardo, occupa attualmente 162 addetti nel settore cartotecnico e altri circa 60 addetti occupati in Rilecart (settore rilegazione carta);

– la tipologia di produzione di Pigna, è storicamente di tipo stagionale, in quanto prevalentemente legata alla programmazione scolastica. Il periodo di picco di lavoro si verifica da marzo fino alla chiusura estiva, per poi passare nei mesi invernali ad un significativo calo degli ordinativi e quindi della produzione, limitata prevalentemente a prodotti legati alle esigenze di uffici;

– nel settembre 2013 è stato siglato con le parti sociali un contratto di solidarietà orizzontale, che prevedeva da ottobre 2013 a settembre 2014 (prorogabile) per tutti i dipendenti Pigna, ad esclusione di Rilecart, un orario di lavoro di 4 ore giornaliere, con le restanti 4 retribuite al 75 per cento con ammortizzatori sociali. Il contratto di solidarietà coinvolgeva tutti i dipendenti, ma a fasi alterne e a seconda delle esigenze di produzione;

– nel settembre 2014 Pigna non ha prorogato il contratto di solidarietà e ha aperto una procedura di cassa integrazione speciale per 13 settimane fino a fine 2014. A dicembre 2014 è stata aperta la procedura di mobilità volontaria, che è stata utilizzata da 11 dipendenti. La cassa integrazione è stata successivamente prorogata a gennaio e ad aprile 2015. Nel settembre 2014 la proprietà ha convocato un’assemblea straordinaria che ha deliberato un aumento di capitale di 4,5 milioni di euro che doveva concludersi entro fine 2014 e dopo che, peraltro, una ricapitalizzazione di 3,5 milioni deliberata nel novembre 2013 non è stata sottoscritta entro aprile 2014. Il rafforzamento patrimoniale si è reso necessario dopo che Pigna ha chiuso il 2013 con una perdita di 3,6 milioni, che segue il rosso di 11,5 milioni del precedente esercizio. Anche il bilancio consolidato ha chiuso con un passivo di 4,8 milioni;

– a complicare ulteriormente la situazione vi è una battaglia legale che vede contrapposti, tra loro, da una parte la proprietà – rappresentata dal presidente e amministratore delegato Giorgio Jannone che detiene circa l’83 per cento delle quote societarie – e dall’altra gli eredi della famiglia Pesenti Pigna, i quali in modo frammentato rappresentano circa il 16 per cento del capitale sociale;

– il 23 settembre 2015 Pigna ha depositato domanda di preconcordato in continuità aziendale al tribunale di Bergamo. Secondo quanto riportato dagli organi di informazione, alla base della decisione della società ci sarebbe la chiusura degli affidamenti bancari da parte di uno dei maggiori gruppi italiani. La società sembrerebbe orientata a ricorrere all’articolo 182-bis, cioè a un accordo di ristrutturazione del debito stipulato con i creditori. Sempre secondo gli organi di informazione, vi sarebbero alcuni soggetti interessati al gruppo, tra i quali Arti Group e il fondo che la controlla, Bavaria Industries, quotato in Borsa con un giro di affari da 1 miliardo di euro;

– la decisione dell’azienda ha suscitato sconcerto e forte preoccupazione tra i lavoratori. Per i 162 dipendenti di Pigna è scattata la cassa integrazione ordinaria a rotazione per 13 settimane –:

quali iniziative intenda assumere il Governo al fine di tutelare i livelli occupazionali e produttivi delle Cartiere Paolo Pigna s.p.a.

Misiani (primo firmatario), Carnevali, Guerini, Sanga

Interrogazione a risposta scritta presentata il 21 ottobre 2015

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