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Legge annuale per il mercato e la concorrenza, le novità per le farmacie

Legge annuale per il mercato e la concorrenza, le novità per le farmacie

La Commissione affari sociali sta esaminando in sede consultiva la legge annuale per il mercato e la concorrenza. Il provvedimento contiene alcune norme che riguardano le comptenze della commissione, come ha spiegato ieri la relatrice Maria Amato (Pd).

L’articolo 32 vuole aumentare la concorrenza nella distribuzione farmaceutica. La prima novità è rappresentata dall’ingresso delle società di capitali nel novero dei soggetti abilitati alla titolarità dell’esercizio delle farmacie private, che si aggiungono alle persone fisiche, alle società di persone e alle società cooperative a responsabilità limitata.
La seconda modifica prevede che la partecipazione a queste società sia incompatibile con qualsiasi altra attività svolta nel settore della produzione e informazione scientifica del farmaco e con l’esercizio della professione medica. Viene poi soppresso l’obbligo per cui le società siano formate esclusivamente da farmacisti iscritti all’albo e in possesso dell’idoneità. Resta, invece, confermato il vincolo per cui le società devono avere come oggetto esclusivo la gestione di una farmacia. Inoltre, è stabilito che la direzione della farmacia gestita da una società sia affidata ad un farmacista in possesso del requisito dell’idoneità.

L’altra importante novità è contenuta nella lettera d) dello stesso comma 1, che annulla il limite, per ciascuna società, della titolarità dell’esercizio di quattro farmacie ubicate nella provincia dove ha sede legale.

Un’altra novità prevede che, nei comuni fino a 6.600 abitanti, alle farmacie che risultano essere soprannumerarie per decremento della popolazione è consentita la possibilità di trasferimento in ambito regionale, previo pagamento di una tassa di concessione governativa una tantum pari a 5.000 euro.

L’articolo 32-bis, invece, stabilisce che gli orari e i turni di apertura e di chiusura delle farmacie convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale, stabiliti dalle autorità competenti, costituiscono il livello minimo di servizio che deve essere assicurato da ciascuna farmacia. Di conseguenza, la disposizione permette a chi ha la titolarità o la gestione della farmacia di prestare servizio in orari e in periodi aggiuntivi rispetto a quelli obbligatori, purché ne dia preventiva comunicazione all’autorità sanitaria competente e informi la clientela mediante cartelli affissi all’esterno dell’esercizio.

Durante il dibattito, Margherita Miotto (Pd) ha sottolineato che non è giustificabile il trasferimento delle farmacie soprannumerarie solo per i comuni con popolazione fino a 6.600 abitanti. Così facendo, si rischia di generare una disparità di trattamento in quanto il problema del rapporto tra numero di farmacie e calo della popolazione riguarda anche altri comuni. E comunque il trasferimento delle farmacie non può essere determinato dalla sola decisione dei singoli farmacisti, ma deve essere deciso attraverso una pianificazione comunale che tenga conto delle esigenze della collettività.

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