Manifestazioni neofasciste in Lombardia

Al Ministro dell’interno . — Per sapere

– premesso che:

– nel secondo weekend di settembre si svolgeranno nel territorio lombardo due iniziative di chiaro stampo neofascista a carattere nazionale e internazionale;

– la prima, organizzata da Forza Nuova, si terrà a Cantù nelle giornate dell’11, 12 e 13 settembre presso la struttura comunale «Campo solare» a giudizio degli interroganti inopportunamente concessa dall’amministrazione comunale canturina per il terzo anno consecutivo;

– la seconda, in programma sempre dall’11 al 13 settembre a Milano è la festa nazionale di Casa Pound Italia intitolata «Direzione Rivoluzione» e che vedrà lo svolgimento di un concerto con le principali band della destra radicale italiana, una serata burlesque e un fitto programma di conferenze con ospiti noti del centrodestra locale, nazionale e internazionale;

– è prevedibile che in tale occasione si raduneranno parecchie centinaia di neofascisti, in queste settimane già particolarmente attivi e pronti a spargere odio nei confronti dei migranti. Il luogo preciso, come di consueto, sarà comunicato soltanto il 10 di settembre alle ore 12.00 al Crown Plaza mediante conferenza stampa. Una mossa, quella di comunicare così a ridosso il luogo dell’iniziativa, che ad avviso degli interroganti mal cela la volontà di prendersi gioco della autorità locali e che risulta quantomeno paradossale, se, a farla, è un’organizzazione politica di stampo nazionale;

– l’assessore alla pubblica sicurezza Granelli, in risposta alle innumerevoli sollecitazioni da parte della cittadinanza, dell’ANPI locale e dei comitati antifascisti di zona e la CGIL che ripudiano la presenza e l’organizzazione di manifestazioni da parte dei «fascisti del terzo millennio» – come amano definirsi – ha fatto sapere che il comune impedirà con ogni mezzo che l’iniziativa si svolga nella città di Milano, medaglia d’oro per la Resistenza e ha chiesto al prefetto di porre la questione al Comitato provinciale per la sicurezza pubblica di Milano. Gli fanno eco l’assessore alle politiche sociali Majorino: – «Milano non vi vuole !», e il deputato del milanese, nonché candidato sindaco Emanuele Fiano: «No al raduno di Casa Pound dell’11 settembre ! I fascisti alleati di Salvini non infanghino il nome di Milano !». La questura ha fatto altresì sapere che stanno lavorando affinché l’iniziativa non prenda luogo a Milano;

– a questo proposito, il presidente dell’ANPI nazionale Carlo Smuraglia ha scritto una lettera indirizzata, tra l’altro, al Presidente del Consiglio Renzi e al Ministro dell’interno dichiarando che «la concomitanza di due manifestazioni del genere, che hanno precedenti ben noti, indigna e preoccupa chiunque sia dotato di una vera sensibilità democratica» e che «il primo dovere di intervento spettano alle Istituzioni democratiche, che devono sapere, e far sapere, che i diritti di libertà trovano un limite imprescindibile nella natura democratica e antifascista del nostro Stato». A nome di tutta l’Associazione Smuraglia chiede dunque «un pronto e deciso intervento da parte di chi ha competenza in materia e una indifferibile presa di posizione delle massime Istituzioni nazionali sulla questione di fondo: l’Italia, che si è liberata 70 anni fa dalla dittatura fascista e dall’occupazione tedesca, è e deve essere un Paese democratico e antifascista, non lasciando alcuno spazio a chi sogna impossibili ritorni o propugna forme nuove di autoritarismo»;

– Simone Di Stefano, vice-presidente di CasaPound Nazionale, in un’intervista rilasciata a Il Primato Nazionale, a sfregio, utilizzando, peraltro secondo gli interroganti parole oltraggiose, ha dichiarato: «queste sono le solite polemiche che non hanno alcun sostegno giuridico. Il Pd ogni volta salta fuori con queste storie: sono al governo, se possono farlo sciolgano CasaPound e avverino il loro sogno bagnato. Ma sanno di non poterlo fare, in base alla stessa Costituzione che citano così spesso a sproposito, in cui non sono citate neanche una volta né la Resistenza né l’antifascismo. Lo fanno solo per raccattare quattro voti dall’estremismo di sinistra» e all’obiezione del giornalista che affermava la natura antifascista della città di Milano ha osato replicare: «se è per questo a Milano il fascismo è nato molto prima dell’antifascismo. Le medaglie alla Resistenza stanno in ogni città, anche dove la Resistenza non l’hanno vista neanche di striscio. Praticamente non si può fare politica in nessuna città, secondo loro. La verità è che noi facciamo i nostri eventi dove ci pare, a prescindere dalle loro medaglie d’oro, d’argento, di bronzo o di pongo». Un post pubblicato sul profilo facebook del suddetto Di Stefano a commento delle recenti tragedie dei profughi siriani recita: «Perché c’era un bambino siriano morto in mezzo al mare? Perché il suo posto nel centro d’accoglienza era occupato da un ivoriano assassino. L’ivoriano non aveva diritto ma qualcuno doveva mangiare i suoi 35 euro quotidiani. Gli sciacalli siete voi»;

– gli interroganti dicono né a Milano né in nessun luogo: l’antifascismo è di tutti, non ha una peculiare connotazione politica. È, invece, e deve essere – ancora di più oggi di fronte a questi massicci rigurgiti – trasversale, come lo fu l’antifascismo dei nostri padri, provenienti da universi culturali e valoriali anche diversissimi tra loro: con le loro affermazioni i militanti di CasaPound dimostrano una grossolana ignoranza storica di base. La legge n. 645 del 1952, facente parte a tutti gli effetti delle disposizioni transitorie e finali della Costituzione, lo si ribadisce, sanziona chiunque «promuova od organizzi sotto qualsiasi forma la costituzione di un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista», oppure chiunque «pubblicamente esalti esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche» –. La legge n. 205 del 1993 sanziona e condanna gesti, azioni e slogan legati all’ideologia nazifascista, e aventi per scopo l’incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali, punendo anche l’utilizzo di simbologie legate a suddetti movimenti politici –:

se, alla luce di quanto esposto in premessa, in vista delle imminenti elezioni che si terranno nel comune di Milano e delle esigenze di ordine pubblico, intenda intervenire prontamente adottando una posizione di netta contrarietà allo svolgersi di tali eventi, affinché si riaffermino con decisione i principi fondanti della Repubblica italiana, impedendo la strumentalizzazione politica dell’antifascismo da parte dell’estrema destra, che lo relega a un vezzo dei movimenti e dei partiti di sinistra e di estrema sinistra.

Cimbro (primo firmatario), Fiano, Basso, Borghi, Braga, Carnevali, Carra, Casati, Cenni, Chaouki, Fossati, Garavini, Gasparini, Ginoble, Giuliani, Incerti, La Marca, Patrizia Maestri, Malisani, Marchi, Miccoli, Minnucci, Mognato, Narduolo, Pollastrini, Porta, Prina, Romanini, Schirò, Terrosi, Verini, Zan e Laforgia

Interrogazione a risposta in commissione presentata il 10 settembre 2015

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