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Dopo di noi, anche la Commissione per le questioni regionali esprime parere favorevole

Anche la Commissione parlamentare per le questioni regionali ha esaminato in sede consultiva il disegno di legge che contiene «Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone affette da disabilità grave prive del sostegno familiare» e ha approvato un parere favorevole che contiene una condizione: per emanare il decreto ministeriale che determina gli obiettivi da erogare alle persone con disabilità grave in attesa della determinazione dei livelli essenziali di assistenza occorre l’intesa con la Conferenza unificata e non il semplice parere. Nel corso della discussione, avvenuta nella seduta di giovedì 10 settembre, il relatore Giovanni Monchiero (Scelta civica) ha ricordato che la disciplina sull’argomento prevede un coinvolgimento più incisivo degli enti territoriali, richiedendo l’intesa in sede di Conferenza unificata, anziché un mero parere.

Questo è il testo del parere approvato:

La Commissione parlamentare per le questioni regionali,
esaminato il testo unificato delle proposte di legge C. 698 Grassi, C. 1352 Argentin, C. 2205 Miotto, C. 2456 Vargiu, C. 2578 Binetti e C. 2682 Rondini, recante «Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone affette da disabilità grave prive del sostegno familiare», come risultante dagli emendamenti approvati dalla Commissione di merito in sede referente;
considerato che il contenuto del testo unificato risulta riconducibile alle materie «determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale», di competenza esclusiva dello Stato (articolo 117, secondo comma, lettera m), Cost.), e «politiche sociali», di competenza delle Regioni (articolo 117, quarto comma, Cost.);
condivisa la finalità del provvedimento di garantire assistenza alle persone affette da disabilità grave sprovviste di un adeguato sostegno familiare;
rilevato che il provvedimento, nel rispetto del principio costituzionale di leale collaborazione, prevede un adeguato coinvolgimento delle Regioni, nella forma dell’intesa in sede di Conferenza unificata, per la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni da garantire alle persone con disabilità grave prive di sostegno familiare (articolo 2, comma 1, che richiama l’articolo 13 del decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68), per la determinazione dei requisiti di accesso al Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave e per la ripartizione annuale del Fondo (articolo 3, comma 2);
rilevato peraltro che l’articolo 2, comma 2 – che, nelle more del completamento del procedimento di definizione dei livelli essenziali delle prestazioni, rimette ad un decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, gli obiettivi di servizio da erogare alle persone con disabilità grave prive di sostegno familiare, nei limiti delle risorse disponibili del Fondo – si limita a prevedere un intervento consultivo della Conferenza unificata, riconoscendo così un livello di coinvolgimento delle Regioni ingiustificatamente inferiore rispetto a quello previsto dalle altre disposizioni del provvedimento nonché a quello previsto dall’articolo 13, comma 5, del decreto legislativo n. 68 del 2011, che reca la disciplina generale in materia di definizione degli obiettivi dei servizi da erogare nelle more della determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni,

esprime

PARERE FAVOREVOLE

con la seguente condizione:

all’articolo 2, comma 2, sia prevista l’intesa della Conferenza unificata, in luogo del parere, per l’emanazione del decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di determinazione degli obiettivi di servizio da erogare alle persone con disabilità grave prive di sostegno familiare, al fine di garantire il rispetto della competenza regionale costituzionalmente garantita in materia di «politiche sociali» e del principio costituzionale di leale collaborazione e di assicurare altresì la coerenza con le altre disposizioni del provvedimento e con la disciplina generale dettata dall’articolo 13, comma 5, del decreto legislativo n. 68 del 2011.

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