I lavori della Camera in diretta

Il Pd frena: «Il referendum così com’è non è la strada giusta»

«So che mi attirerò le ire di qualche rappresentante del mio campo politico», pronosticava il presidente della Pro­vincia Matteo Rossi nell’annun­ciare il suo sostegno al referen­dum regionale sull’autonomia Ebbene. Il giorno dopo, parlare di «ire» pare troppo (anche se non manca qualche bacchettata per la «fuga in avanti»), ma di si­curo, sul tema referendum, le posizioni di altri democratici di spicco appaiono ben più fredde […].

eco-bg-30-agosto-2015-paginaLe perplessità piddine, in ge­nerale, non sono sulla richiesta di maggiore autonomia per la nostra Regione («Su questo sarà difficile trovare qualcuno con­trario», dice il parlamentare Antonio Misiani) quanto su strumento e modi: «Il referen­dwn è acqua fresca – prosegue Misiani -. La Costituzione pre­vede già la possibilità, introdotta dal centrosinistra 15 anni fa, di negoziare per le Regioni ulterio­ri spazi di autonomia. Potrem­mo già averli ottenuti, invece il centrodestra alla guida della Lombardia non ha fatto nulla, e ora si muove con un’iniziativa, ma in questo caso sono molto tentato dall’astensione: sono soldi buttati».

Che le possibilità di contrat­tare col governo già esistano, e che finora la Regione non le ab­bia colte, è argomento che ritor­na con Giovanni Sanga ed Ele­na Carnevali: «Sono da sempre autonomista e regionalista – premette il primo – ma è da ven­t’anni che la Lega ci abitua a que­ste provocazioni senza poi rea­lizzare nulla. Personalmente non mi affido al Carroccio per ri­vendicare il valore delle autono­mie locali». «Il sottosegretario Bressa – aggiunge Carnevali – aveva anche già dato disponibi­lità a discutere questi argomen­ti, ma mi pare la proposta sia stata di fatto respinta al mittente. Il referendum regionale, comunque è solo consultivo: la consultazione che potrà davvero cambiare le cose è quella sulle riforme costituzionali. Su cui invece il leghista Calderoli sembra vo­ler mantenere lo status quo, con migliaia di emendamenti». […]

L’Eco di Bergamo, 30 agosto 2015

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