I lavori della Camera in diretta

Ordine del giorno al bilancio della Camera

Il testo dell’ordine del giorno presentato in Aula in occasione della discussione e votazione del bilancio della Camera e relativo al lavoro dei collaboratori parlamentari.

Condizioni di lavoro dei collaboratori parlamentari

La Camera,

premesso che:

– nelle passate legislature gli organi competenti di Camera e Senato hanno provveduto a dettare alcune disposizioni relative a rapporti che intercorrono tra parlamentari e i loro collaboratori;

– tali misure, sebbene importanti, non sono risultate in grado di colmare l’enorme vuoto regolamentare nei confronti della figura professionale del collaboratore parlamentare; ad oggi, infatti, non esiste una voce di bilancio specifica e vincolata riferita ai collaboratori; non vi è alcun tipo di modello contrattuale al quale il parlamentare possa fare riferimento, non vi è alcuna relazione fra l’incarico ricoperto, il numero di ore lavorate e la retribuzione, non vi è alcuna chiarezza sul dovere di versamento di tasse, contributi fiscali e previdenziali, così come mancano completamente garanzie di trasparenza ed efficienza nella gestione dell’attività di assistenza al lavoro parlamentare;

– la mancata regolamentazione, in particolare sotto un profilo qualitativo, della figura professionale del collaboratore parlamentare; lascia quindi il rapporto di lavoro alla sola ed unica contrattazione fra le parti, con il rischio, ampiamente rilevato dai media e, da ultimo, dal rapporto 2014 dell’Istituto di ricerche sulla pubblica amministrazione (IRPA), titolato «I collaboratori dai parlamentari. Il personale addetto alla politica», di produrre distorsioni e irregolarità nel rapporto di lavoro;

– peraltro, sebbene vi sia l’obbligo da parte del parlamentare di depositare presso gli uffici competenti il contratto del proprio collaboratore, permane ad oggi il ricorso diffuso a contratti di lavoro atipici, in particolare partite IVA e collaborazioni a progetto, nonostante il rapporto di lavoro abbia di sovente le caratteristiche del rapporto di lavoro subordinato e nonostante l’approvazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183 e relativi decreti attuativi consenta l’adozione di tipologie contrattuali più appropriate all’effettiva prestazione di lavoro resa dai collaboratori;

– in molti Paesi europei, la figura del collaboratore parlamentare è stata riconosciuta attraverso una chiara definizione e una puntuale e trasparente disciplina dalla materia, nella quale sono esplicitate le diverse configurazioni del rapporto di lavoro (natura autonoma o subordinata), i vari tipi contrattuali, i tetti finanziari e il numero massimo di collaboratori e tirocinanti per parlamentare, il responsabile dell’erogazione della retribuzione, nonché dei contributi fiscali e previdenziali, eventuali requisiti e incompatibilità, nonché le modalità di svolgimento e di risoluzione del rapporto di lavoro;

– il Parlamento europeo il 25 settembre 2005 ha adottato lo «Statuto dei parlamentari del Parlamento europeo» (2005/684/CE, Euratom), che all’articolo 21 reca le seguenti disposizioni in materia di assistenti dei parlamentari: i deputati hanno diritto ad essere assistiti da collaboratori personali da loro liberamente scelti; il Parlamento copre le spese effettivamente sostenute per l’impiego degli assistenti; il Parlamento fissa le condizioni per l’esercizio di questo diritto; inoltre, con una decisione dell’Ufficio di Presidenza del Parlamento europeo del 19 maggio 2008 (GUCE C 159 del 13 luglio 2008) sono state adottate le Misure di attuazione dello Statuto, il cui Capitolo 5 è dedicato ai collaboratori personali dei deputati;

– nella seduta del 6 novembre 2013 n. 112 nella quale si è discusso e approvato il Documento di Bilancio interno dalla Camera dei deputati, Doc. VIII, n. 2, sono stati accolti cinque ordini del giorno (n. 38. Boccadutri; n. 54. Chaouki; n. 69. Cozzolino; n. 83. Mannino; n. 89. Speranza, Brunetta, Dellai) che con diverse declinazioni, impegnavano l’Ufficio di Presidenza a definire la figura del collaboratore Parlamentare;

– ad oggi non risulta ancora che l’Ufficio di Presidenza sia intervenuto, come richiesto, sulla questione del collaboratori parlamentari, i quali si sono nel frattempo costituiti nell’Associazione italiana Collaboratori Parlamentari (AICP), che conta oggi più di cento iscritti tra i collaboratori di deputati appartenenti ai diversi gruppi parlamentari, e rappresenta un interlocutore credibile e affidabile per raccogliere indirizzi e suggerimenti orientati al miglioramento delle loro condizioni di lavoro e a un più corretto ed efficace funzionamento della macchina istituzionale;

– negli ultimi otto mesi, la condizione di lavoro dei collaboratori parlamentari si è ulteriormente deteriorata, in particolare in ragione della loro esclusione dal servizio di ristorazione della Camera, che comporta di fatto una consistente riduzione del loro stipendio per fare fronte alle spese quotidiane per i pasti,

invita l’Ufficio di Presidenza

a valutare l’opportunità di:

dare mandato al Collegio dei Questori affinché approfondisca, riferendo quanto prima all’Ufficio di Presidenza, i termini giuridici, economici, organizzativi e contabili di una disciplina del rapporto di lavoro tra deputato e collaboratore ispirata ai principi di cui alle premesse;

ferma restando la massima tutela del diritto di privacy, assumere le opportune iniziative affinché, con riferimento ai contratti di collaborazione parlamentare depositati presso i competenti uffici della Camera dei deputati, sia dato sapere il numero complessivo di tali contratti, la percentuale diversificata delle relative tipologie contrattuali e la media degli emolumenti corrisposti;

riattivare un servizio di ristorazione al quale possano accedere anche i collaboratori parlamentari.

Di Salvo (primo firmatario), Gigli, Arlotti, Lavagno, Catalano, Narduolo, Carnevali, Giacobbe, Roberta Agostini, Ascani, Beni, Stella Bianchi, Bini, Bonomo, Capozzolo, Cassano, Cenni, Chaouki, Cimbro, Coccia, Coppola, D’Incecco, Damiano, Fabbri, Fedi, Giampaolo Galli, Gasparini, Giuliani, Giulietti, Gnecchi, Gribaudo, Tino Iannuzzi, La Marca, Patrizia Maestri, Manfredi, Manzi, Mattiello, Melilli, Migliore, Minnucci, Mognato, Morani, Moretto, Moscatt, Mura, Nardi, Orfini, Piazzoni, Porta, Quartapelle Procopio, Realacci, Rossomando, Rostellato, Rubinato, Sbrollini, Schirò, Taricco, Tentori, Terrosi, Tidei, Venittelli, Ventricelli, Villecco Calipari, D’Agostino, Pinna, Vezzali, Barbanti, Borghese, Andrea Maestri, Rizzetto, Segoni, Binetti, Causin, Roccella, Caruso, Fitzgerald Nissoli, Distaso, Melilla, Garavini

Presentato il 5 agosto 2015, modificato nel corso della seduta e accolto dall’ufficio di presidenza con rinuncia alla votazione

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