Chiarimenti sui tagli annunciati alla spesa sanitaria

Al Ministro della salute. — Per sapere

– premesso che:

– la vasta eco suscitata dall’annunciato piano di razionalizzazione ed efficientamento della spesa sanitaria, nel quadro di un più ampio intervento di revisione della spesa pubblica finalizzato alla riduzione del carico fiscale per cittadini e imprese e al contenimento dell’indebitamento, denota la rilevanza sociale del tema di una moderna, efficace ed omogenea assistenza sanitaria su tutto il territorio nazionale;

– un obiettivo che negli ultimi anni è stato al centro dell’azione governativa in raccordo con le regioni e che ha visto la sua concretizzazione, nel luglio 2014, con la sottoscrizione del Patto della salute 2014-2016, ovvero dell’intesa triennale, finanziaria e programmatica tra il Governo e le regioni, in merito alla spesa e alla programmazione del servizio sanitario nazionale, finalizzata a migliorare la qualità dei servizi, a promuovere l’appropriatezza delle prestazioni e a garantire l’unitarietà del sistema;

– dopo i consistenti tagli già operati nel corso degli ultimi anni, alla luce dei reciproci impegni assunti con il citato Patto della salute, i margini di revisione della spesa sanitaria, comunque possibili ed auspicabili, non possono non prodursi in un arco temporale pluriennale e, in ogni caso, dovrebbero essere finalizzati al rifinanziamento di alcuni obiettivi prioritari in materia sanitaria, quali il potenziamento della ricerca o il superamento del blocco del turn over;

– è evidente che un intervento di tale natura, per la complessità e la rilevanza dei diritti in questione, esige il più ampio coinvolgimento di tutti gli attori coinvolti, a cominciare dalle regioni e dal personale medico e sanitario –:

quali provvedimenti siano allo studio e come si intenda garantire il mantenimento di un efficiente servizio sanitario.

Lenzi (primo firmatario), Amato, Argentin, Beni, Paola Boldrini, Paola Bragantini, Burtone, Capone, Carnevali, Casati, D’Incecco, Fossati, Gelli, Grassi, Mariano, Miotto, Murer, Patriarca, Piazzoni, Piccione, Giuditta Pini, Sbrollini, Martella, Cinzia Maria Fontana e Bini

Interrogazione a risposta immediata presentata il 28 lugliio 2015

La risposta della ministra della salute Beatrice Lorenzin

(question time del 29 luglio 2015)

Ringrazio gli onorevoli interroganti e approfitto per rispondere ad una serie di questioni che sono state sollevate. Anzitutto siamo di fronte ad un’intervista giornalistica che, a mio parere, è stata in gran parte travisata e tra l’altro non è stata rilasciata da me, dove il titolo ha fatto un po’ l’agenda di questa settimana. Come Ministro vorrei ribadire che non è previsto alcun taglio di 10 miliardi del Fondo sanitario nazionale. Nel Patto della salute, lo scorso anno, abbiamo indicato una mappa di interventi da attuare per rendere efficiente, trasparente e sicuro il nostro Servizio sanitario nazionale e soprattutto sostenibile nei prossimi anni perché la sanità è una materia in cui si programma, non si lavora per il consenso che si può raggiungere il giorno seguente ad una dichiarazione giornalistica ma si programma da qui ai prossimi quindici anni. Noi abbiamo da affrontare due grandi sfide: una è l’invecchiamento della popolazione, l’altra l’arrivo di nuovi costosissimi farmaci. Queste due nuove sfide insieme determineranno un aumento della domanda sanitaria cui dobbiamo dare una risposta senza aumentare le tasse dei cittadini e su questo stiamo lavorando. Non siamo nella fase delle ipotesi: le norme sono già state approvate e ogni mese sta andando avanti un lavoro di attuazione con decreti attuativi o con interventi all’interno delle leggi di stabilità ogni anno o anche all’interno di momenti decisionali della Conferenza Stato-regioni. Per noi è assolutamente importante riuscire a realizzare in tempi brevi questo programma di riforme che ha già in sé una serie di misure già attuate contro la corruzione e contro lo spreco: dalle centrali uniche di acquisto, come ho già detto, alla diversa nomina dei commissari nelle regioni in piano di rientro, a, per esempio, una nuova metodologia per selezionare i direttori generali cioè i manager del sistema sanitario, la politica diverrà estranea alle decisioni in merito alle nomine dei direttori sanitari e dei primari negli ospedali. Saranno previsti elementi di controllo e di verifica molto più forte con un rafforzamento di Agenas, l’agenzia che deve verificare e controllare non solo come vengono spesi i soldi nelle singole regioni e per le singole strutture ma anche con quale esito perché al centro di questa politica di visione c’è il cittadino e il paziente. Quindi non vi sarà più soltanto una visione ragionieristica per dover rientrare da soldi che purtroppo sono stati spesi in modo errato solo negli ultimi anni e quindi non più un ragionamento solo sui tagli – ricordiamo che in questi anni sono stati tagliati 25 miliardi di euro al Fondo – ma invece cominceremo a lavorare sulla qualità, sugli esiti, sulla qualità delle prestazioni. In Italia noi abbiamo ancora un grandissimo Servizio sanitario nazionale. Siamo considerati tra i migliori al mondo, quindi quello che noi dobbiamo fare è preservare questo servizio e colmare quelle che sono delle divergenze, delle diversità inaccettabili tra il nord e il sud del nostro Paese e garantire a qualsiasi cittadino, dovunque sia nato nel nostro Paese, di avere accesso a cure adeguate, le migliori che può offrire il nostro Servizio sanitario nazionale e per farlo dobbiamo rimettere al centro anche gli operatori sanitari, i medici, la norma che in questo caso non è una norma contro i medici, ma è una norma che invece razionalizza le prescrizioni che sono fatte in modo non appropriato dando ai medici anche la possibilità di difendersi contro un eccesso di denunce e questo è un dibattito in atto in quest’Aula e nella Commissione Affari sociali dove c’è un importante disegno di legge che sto seguendo e a cui sto cercando di dare un contributo per vederlo presto realizzato.

La discussione in Aula

(question time del 29 luglio 2015)

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