La domenica di via d’Amelio

Sentire la bellezza del fresco profumo di libertà che si contrappone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità

Anche 23 anni fa era una domenica. Alle 16,58 di domenica 19 luglio 1992 in via d’Amelio esplodeva l’autobomba che avrebbe ucciso Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Cosina e Claudio Traina.

«La lotta alla mafia (primo problema da risolvere nella nostra terra, bellissima e disgraziata) non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale, anche religioso, che coinvolgesse tutti, che tutti abituasse a sentire la bellezza del fresco profumo di libertà che si contrappone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità», disse poche settimane prima, durante la cerimonia organizzata a un mese dalla strage di Capaci.

Nel video, il ricordo delle sue ultime settimane di vita nelle parole di Antonino Caponnetto.

(fonte del video: YouTube)

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