I lavori della Camera in diretta

Abolizione del finanziamento all’editoria, parere contrario

È «del tutto ingiustificato equiparare cooperative, fondazioni o enti morali non aventi scopo di lucro, senza tenere conto né delle loro specificità» né di criteri oggettivi: con queste motivazioni la Commissione affari sociali ha deciso ieri di esprimere parere contrario al disegno di legge sull’abolizione del finanziamento pubblico all’editoria, che preclude l’accesso ai fondi, tra l’altro a quotidiani editi da imprese editrici la cui maggioranza del capitale sia detenuta da cooperative, fondazioni o enti morali non aventi scopo di lucro,periodici editi da cooperative, fondazioni o enti morali, oppure da società con maggioranza del capitale detenuta da cooperative, fondazioni o enti morali non aventi scopo di lucro.

Questo è il testo del parere:

La XII Commissione,

esaminato, per quanto di competenza, la proposta di legge C. 1990 Brescia, recante «Abolizione del finanziamento pubblico all’editoria»;

evidenziato che l’articolo 1, comma 2, lettera d), di tale provvedimento abroga, tra l’altro, le disposizioni che regolano l’accesso ai contributi pubblici per le seguenti categorie di beneficiari: quotidiani editi da imprese editrici la cui maggioranza del capitale sia detenuta da cooperative, fondazioni o enti morali non aventi scopo di lucro (articolo 3, comma 2-bis, della legge n. 250 del 1990); periodici editi da cooperative, fondazioni o enti morali, ovvero da società con maggioranza del capitale detenuta da cooperative, fondazioni o enti morali non aventi scopo di lucro (articolo 3, commi 3 e 3-bis, della legge n. 250 del 1990);

fatto presente, al riguardo, che appare del tutto ingiustificato equiparare cooperative, fondazioni o enti morali non aventi scopo di lucro, senza tenere conto né delle loro specificità – rischiando in tal modo di nuocere al pluralismo dell’informazione, specie a livello locale, a detrimento dei soggetti più deboli – né di criteri oggettivi, quale ad esempio il numero di copie di periodici effettivamente vendute, in relazione ai quali eventualmente modulare l’entità dei contributi,

esprime

PARERE CONTRARIO.

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