I lavori della Camera in diretta

Ordini del giorno al ddl «la buona scuola»

Ordini del giorno al ddl «la buona scuola»

Il testo dei quattro ordini del giorno presentati in Aula e accolti dal governo relativi al disegno di legge di riforma del sistema dell’istruzione.

 

Oggettività nella chiamata dei docenti

La Camera,

premesso che:

– il sistema di assegnazione della cattedra per graduatorie e punteggi se da un lato garantiva l’oggettività del criterio dall’altro non garantiva nessuna relazione tra i bisogni specifici dell’istituto e le specifiche esperienze, competenze e aspirazioni professionali dei docenti al netto dei titoli previsti dalle norme;

– il principio inserito nella legge in approvazione introduce un meccanismo che contiene una certa discrezionalità condizionata al piano formativo ed educativo individuato dalla comunità educante di ogni istituto nella sua pluralità di componenti;

– il provvedimento non contiene il principio della cosiddetta «chiamata diretta» né ne asseconda la filosofia, ma ha l’obiettivo, diverso, di potenziare l’incontro tra bisogni e competenze nella logica dell’autonomia scolastica e dello sviluppo di progetti educativi specifici e differenziati per i diversi bisogni educativi dei diversi studenti;

– al fine di meglio garantire il principio di individuazione dei docenti, escludendo ogni elemento di arbitrio,

impegna il Governo

nell’attuazione delle deleghe previste dal provvedimento e dei decreti attuativi, a stabilire criteri che prevedano l’individuazione innanzitutto delle competenze richieste, prima che dello specifico nominativo del docente, e che rafforzino l’oggettività di tale scelta all’interno dell’ambito territoriale e nell’attuazione del piano formativo dell’istituto.

Carocci (primo firmatario), Agostini, Amendola, Blazina, Baruffi, Campana, Capone, Carloni, Carnevali, Casellato, Cassano, Cominelli, Damiano, Cinzia Maria Fontana, Giacobbe, Ginefra, Incerti, Lauricella, Manciulli, Manzi, Mariano, Marroni, Mauri, Meta, Miccoli, Montroni, Pagani, Rampi, Romanini, Sani, Scuvera, Vico, Zardini

Presentato l’8 luglio 2015, accolto dal governo con rinuncia alla votazione

Coinvolgimento dei docenti nella valutazione del merito

La Camera,

premesso che:

– il provvedimento individua meccanismi premiali volti a valorizzare il merito e a sostenere lo sforzo di quei docenti che si fanno carico di bisogni aggiuntivi della comunità educante e di lavoro aggiuntivo al fine di rafforzare l’offerta formativa e la capacità di rispondere in particolare ai bisogni degli studenti;

– al fine di rafforzare i meccanismi di coinvolgimento della comunità educante nell’attribuzione di tali risorse e di sostenere in particolare quei docenti impegnati in zone o istituti particolarmente difficili, in attività specifiche volte a combattere la dispersione scolastica e l’espulsione degli studenti con maggiori difficoltà dal sistema formativo nazionale,

impegna il Governo

nell’attuazione del comma 130 dell’articolo 1 che prevede, dopo un triennio di monitoraggio, l’attuazione di linee guida formulate da apposito comitato tecnico scientifico, ad individuare le forme del coinvolgimento delle rappresentanze sindacali dei docenti per l’individuazione dei meccanismi e dei criteri premiali di attribuzioni di tali risorse.

Baruffi (primo firmatario), Agostini, Amendola, Blazina, Cassano, Campana, Capone, Carloni, Carnevali, Carocci, Casellato, Cominelli, Damiano, Cinzia Maria Fontana, Giacobbe, Ginefra, Incerti, Lauricella, Manciulli, Manzi, Mariano, Marroni, Mauri, Meta, Miccoli, Montroni, Pagani, Rampi, Romanini, Sani, Scuvera, Vico, Zardini

Presentato l’8 luglio 2015, accolto dal governo con rinuncia alla votazione

 

Promozione dell'educazione alimentare

La Camera,

premesso che:

– al fine di attuare i principi della Carta di Milano, sottoscritti da migliaia di cittadini e da loro rappresentanti di tutto il mondo; a sostegno di un cambiamento dei modelli e degli stili di vita e di consumo, in particolare in campo alimentare;

– nella convinzione che solo una modifica della distribuzione delle risorse alimentari, una massiccia riduzione degli sprechi permetterà una equa distribuzione delle risorse alimentari tra i popoli;

– per promuovere un diverso rapporto nei confronti del nostro «pianeta in prestito» che contiene risorse finite di cui dobbiamo avere maggiore consapevolezza, per una sostenibilità della presenza umana tra gli altri esseri che lo popolano e nell’equilibrio tra questi è il complesso sistema della natura;

– anche a sostegno di una più corretta educazione alimentare dal punto di vista della salute e della lotta ai problemi di obesità e delle malattie connesse alla cattiva alimentazione e alla sovralimentazione così diffusi nei Paesi in cui domina uno stile di vita consumistico;

– per contrastare la «cultura dello scarto» e creare le condizioni effettive, innanzitutto in campo culturale, per nutrire il pianeta;

– consapevole che tali obiettivi, tanto ambiziosi quanto indispensabili e indifferibili, passano innanzitutto attraverso la formazione e la crescita culturale,

impegna il Governo

ad attivare e promuovere sin dall’anno scolastico 2015/2016, nel rispetto dell’autonomia scolastica, una concreta azione di promozione, sensibilizzazione e sostegno, di ore e momenti di educazione alimentare in tutte le scuole di ordine e grado anche in relazione con l’Esposizione Universale di Milano dedicata a questi temi e con i contenuti e i risultati che in questa stanno emergendo.

Rampi (primo firmatario), Carocci, Sgambato, Narduolo, Malisani, Manzi, Mura, Valiante, Scuvera, Di Salvo, Giulietti, Basso, Grassi, Verini, Bergonzi, Maestri, Romanini, Castricone, Dell’Aringa, Carloni, Gnecchi, Capone, Beni, Marantelli, Patriarca, Capozzolo, Baruffi, Lenzi, Prina, Amoddio, La Marca, Carrescia, Tidei, Zardini, Cominelli, Gribaudo, Cova, Cenni, Amato, Zanin, Lattuca, Dallai, Taricco, Valeria Valente, Rotta, Porta, Tentori, Carnevali

Presentato l’8 luglio 2015, accolto dal governo con rinuncia alla votazione

 

Non disperdere le competenze dei «precari storici»

La Camera,

premesso che:

– fin dal suo insediamento il Governo ha indicato quale obiettivo qualificante della propria azione il superamento della precarietà e la stabilizzazione del lavoro: in questa direzione vanno taluni provvedimenti di riforma del mercato del lavoro nonché gli sgravi fiscali e contributivi introdotti con la legge di Stabilità 2015;

– la scuola in particolare, in questi anni, ha sofferto di precarietà e lavoro precario che non hanno consentito né la necessaria continuità didattica per gli studenti, né una adeguata programmazione delle attività per le istituzioni scolastiche, né il riconoscimento e la valorizzazione del lavoro del personale docente e non docente: questi elementi, alla base di qualsiasi progetto educativo ed essenziali per il successo formativo degli studenti, sono obiettivi qualificanti del presente disegno di legge ma, per essere pienamente colti, debbono trovare concreta attuazione nelle scelte e negli strumenti che la legge stessa mette in campo: tra questi non solo l’incremento del personale della scuola, a partire da quello docente, ma la stabilizzazione del personale stesso;

– tra i tantissimi precari che operano oggi nella scuola vi sono docenti che hanno operato ed insegnato anche per diversi anni, maturando quelle capacità e competenze che solo il lavoro quotidiano e concreto può davvero sviluppare: questi insegnanti rappresentano un patrimonio importante per il nostro Paese che non può essere disperso;

– fermo restando il principio costituzionale di accesso agli uffici pubblici per concorso, negli ultimi anni abbiamo assistito alla stratificazione di diverse e contraddittorie modalità di abilitazione e accesso all’insegnamento: tale disordine può essere imputato a tutti fuorché agli insegnanti: in assenza di specifici e necessari correttivi è forte il rischio di escludere dalla scuola proprio quelle competenze che essa stessa ha formato al proprio interno, investendo ingenti risorse economiche e di tempo che andrebbero quindi perdute;

– è quindi necessario assicurare la valorizzazione e l’inclusione degli insegnanti in questione, attraverso strumenti legittimi e modalità idonee che tuttavia colgano appieno questo obiettivo,

impegna il Governo

a valutare, anche attraverso un costante e puntuale monitoraggio, gli effetti applicativi della riforma, adottando tutti gli atti di competenza e necessari perché l’obiettivo di non disperdere queste professionalità attraverso la stabilizzazione dei contratti di lavoro dei docenti precari sia pienamente colto;

a definire, quindi, canali e modalità di selezione efficaci, al fine di non disperdere queste professionalità già presenti nella scuola, con particolare riguardo ai docenti che per più tempo hanno insegnato nella scuola stessa;

a prevedere, di conseguenza, forme di concreta valorizzazione dell’esperienza e dell’anzianità maturata sul campo dai docenti nella definizione delle prossime procedure concorsuali.

Damiano (primo firmatario), Agostini, Amendola, Baruffi, Blazina, Campana, Carloni, Cominelli, Carnevali, Carocci, Casellato, Cassano, Capone, Cinzia Maria Fontana, Giacobbe, Ginefra, Incerti, Lauricella, Manciulli, Manzi, Mariano, Marroni, Mauri, Meta, Miccoli, Montroni, Pagani, Rampi, Romanini, Sani, Scuvera, Vico, Zardini

Presentato l’8 luglio 2015, accolto dal governo con rinuncia alla votazione

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