Dopo di noi e agevolazioni per i trust, concluso l’esame degli emendamenti all’articolo 6

La Commissione affari sociali ha concluso giovedì pomeriggio l’esame dell’articolo 6 del testo unificato delle proposte di legge sul «dopo di noi» con la discussione e la votazione dei sub-emendamenti all’emendamento presentato dalla relatrice Elena Carnevali (Pd), che sostituisce integralmente l’articolo.

Ssono stati presentati 11 subemendamenti: su tre di questi la relatrice Elena Carnevali e la sottosegretaria Franca Biondelli hanno espresso parere favorevole con richiesta di riformulazione, mentre degli altri è stato chiesto il ritiro. Al termine delle votazioni sono risultati approvati dalla Commissione questi sub-emendamenti:

Sub-emendamento 0. 6. 100. 1. (Nuova formulazione)

Al comma 1, sostituire le parole: conferiti in trust con le seguenti: e sulla costituzione di vincoli di destinazione a vantaggio di trust.

Lorefice, Baroni, Di Vita, Grillo, Silvia Giordano, Mantero

 

Sub-emendamento 0. 6. 100. 10.

Al comma 1, sostituire le parole: conferiti in trust con le seguenti: e sulla costituzione di vincoli di destinazione a vantaggio di trust.

Argentin, Sbrollini

Sub-emendamento 0. 6. 100. 11. (Nuova formulazione)

Al comma 3, dopo la lettera e) aggiungere la seguente:

e-bis) l’atto istitutivo stabilisce il termine finale di durata del trust nella data della morte della persona con disabilità grave.

Argentin, Sbrollini

È stato poi approvato l’emendamento della relatrice così come modificato dai sub-emendamenti accolti:

Sostituire l’articolo 6 con il seguente:

ART. 6.
(Agevolazioni tributarie per i trust costituiti in favore di persone affette da disabilità grave).

1. I trasferimenti di beni e di diritti per causa di morte, per donazione o a titolo gratuito e sulla costituzione di vincoli di destinazione a vantaggio di trust istituiti in favore delle persone con disabilità grave accertata con le modalità di cui all’articolo 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, sono esenti dall’imposta di successione e donazione prevista dall’articolo 2, commi da 47 a 49, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286, e successive modificazioni.

2. L’esenzione di cui al precedente comma è ammessa a condizione che il trust persegua come finalità esclusiva la cura e l’assistenza della persona disabile in cui favore il trust è istituito. La detta finalità deve essere espressamente indicata nell’atto istitutivo del trust.

3. L’esenzione di cui al comma 1 è ammessa altresì se sussistono, congiuntamente, le seguenti condizioni:

a) l’istituzione del trust è fatta per atto pubblico;

b) l’atto istitutivo identifichi in maniera chiara ed univoca i soggetti coinvolti ed i rispettivi ruoli; descriva le funzionalità e i bisogni specifici della persona disabile in favore della quale il trust è istituito; indichi le attività assistenziali necessarie a garantire la cura e i bisogni della persona disabile;

c) l’esclusivo beneficiario del trust è la persona con disabilità grave;

d) i beni, di qualsiasi natura, conferiti nel trust sono destinati esclusivamente alla realizzazione delle finalità assistenziali del trust;

e) l’atto istitutivo individua il soggetto preposto al controllo delle obbligazioni imposte all’atto istitutivo del trust da parte del trustee;

e-bis) l’atto istitutivo stabilisce il termine finale di durata del trust nella data della morte della persona con disabilità grave;

f) l’atto istitutivo stabilisce la destinazione del patrimonio residuo.

4. Ai trasferimenti di beni e di diritti in favore dei trust istituiti in favore delle persone con disabilità grave accertata con le modalità di cui all’articolo 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104 le imposte di registro, ipotecarie e catastali si applicano in misura fissa.

5. Gli atti, i documenti, le istanze, i contratti, nonché le copie anche se dichiarate conformi, gli estratti, le certificazioni, le dichiarazioni e le attestazioni posti in essere o richiesti dal trust sono esenti dall’imposta di bollo prevista dal decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642.

6. I comuni possono applicare, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, agli immobili e ai diritti reali immobiliari conferiti nei trust di cui al comma 1 aliquote ridotte, franchigie o esenzioni ai fini dell’imposta municipale sugli immobili.

7. Alle erogazioni liberali, alle donazioni e agli altri atti a titolo gratuito effettuati dai privati nei confronti di trust istituiti ai sensi del comma 1 si applicano le agevolazioni di cui all’articolo 14, comma 1, del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, e i limiti ivi indicati sono innalzati, rispettivamente, al 20 per cento del reddito imponibile e a 100.000 euro.

8. Le agevolazioni di cui al presente articolo si applicano a decorrere dal periodo di imposta 2016.

9. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da emanarsi, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalità di attuazione del presente articolo.

10. Alle minori entrate derivanti dai commi 1, 4 e 5, valutate in 10 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2016, e dal comma 7, valutate in 6 milioni di euro per l’anno 2017 e a 3,5 milioni di euro annui a decorrere dal 2018, si provvede ai sensi dell’articolo 9.

In coda alla seduta Paola Binetti (Area popolare), intervenendo su un suo articolo aggiuntivo che prevede l’istituzione di fondi di sostegno e sul quale la relatrice ha espresso parere contrario, ha dichiarato che occorre comunque dare una risposta, come richiesto anche da numerose associazioni, alle esigenze di persone disabili che si possono trovare in una situazione di oggettiva difficoltà aggravata dalla solitudine.

Donata Lenzi (Pd) ha ricordato che il tema sollevato dalla deputata Binetti trova già una risposta nell’impianto del provvedimento. Per le persone disabili la cui famiglia non è in grado di fornire adeguati strumenti di sostegno, il supporto è fornito tramite le risorse del Fondo nazionale che sarà istituito, mentre per i singoli che hanno la disponibilità di un patrimonio, è previsto lo strumento del trust. Inoltre, accanto alle soluzioni pubblica e familiare è anche possibile un approccio solidaristico tramite la creazione di fondazioni che amministrano un patrimonio a vantaggio di una pluralità di soggetti, godendo della disciplina di favore relativa al terzo settore. Connessa a questa è la disciplina dell’amministratore di sostegno, oggetto di un provvedimento assegnato alla Commissione giustizia.

Paola Binetti ha quindi ritirato l’articolo con l’auspicio che si possa inserire nel provvedimento un riferimento esplicito all’approccio solidaristico richiamato da Donata Lenzi.

 

Il testo del provvedimento

Al momento il testo del provvedimento è il seguente (in grassetto le parti che risultato da emendamenti approvati):

Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone affette da disabilità grave prive del sostegno familiare
Testo unificato

Art. 1.
(Finalità della legge).

1. La presente legge, in attuazione dei principi stabiliti dagli articoli 2, 30, 32 e 38 della Costituzione, dagli articoli 24 e 26 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e dagli articoli 3 e 19 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, fatta a New York il 13 dicembre 2006 e ratificata dall’Italia con la legge 3 marzo 2009, n. 18, è volta a favorire il benessere, l’inclusione e l’autonomia delle persone con disabilità.

2. La presente legge disciplina misure di assistenza, cura e protezione in favore delle persone con disabilità grave non determinata dal naturale invecchiamento o da patologie connesse alla senilità prive di sostegno familiare in quanto mancanti di entrambi i genitori o perché gli stessi non sono in grado di sostenere le responsabilità della loro assistenza. Tali misure sono adottate previa predisposizione o aggiornamento del progetto individuale di cui all’articolo 14 della legge 8 novembre 2000, n. 328 e sono assicurate anche in vista del venir meno del sostegno familiare realizzando la progressiva presa in carico della persona interessata già durante l’esistenza in vita dei genitori. Lo stato di disabilità grave, di cui all’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, è accertato con le modalità indicate all’articolo 4 della medesima legge.

3. La presente legge è volta, altresì, ad agevolare erogazioni di soggetti privati e la costituzione di trust in favore di persone con disabilità, secondo le modalità e le condizioni previste dagli articoli 5 e 6 della presente legge.

Art. 2.
(Definizione delle prestazioni assistenziali da garantire in tutto il territorio).

1. Nell’ambito del procedimento di determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP) e degli obiettivi di servizio di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68, sono definiti i livelli essenziali delle prestazioni nel campo sociale da garantire ai soggetti di cui all’articolo 1 della presente legge su tutto il territorio nazionale, ai sensi dell’articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione.

2. Nelle more del completamento del procedimento di definizione dei livelli essenziali delle prestazioni di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza unificata, definisce con proprio decreto, da emanarsi entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, gli obiettivi di servizio da erogare ai soggetti di cui all’articolo 1, nei limiti delle risorse disponibili a valere sul Fondo di cui all’articolo 3 della presente legge.

Art. 3.
(Istituzione del Fondo per l’assistenza alle persone con grave disabilità o disabili privi del sostegno familiare).

1. Per le finalità di cui all’articolo 1, commi 1 e 2, e all’articolo 2, comma 2, è istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, il Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare, di seguito denominato «Fondo». La dotazione del Fondo è determinata ai sensi dell’articolo 9.

2. L’accesso alle misure di assistenza, cura e protezione del Fondo è subordinato alla sussistenza di requisiti da individuare con apposito decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministero della salute, da emanarsi entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni. Con le medesime modalità il Ministro del lavoro e delle politiche sociali provvede annualmente alla ripartizione delle risorse del Fondo.

3. Le regioni adottano indirizzi di programmazione e definiscono i criteri e le modalità per la concessione e l’erogazione dei finanziamenti, le modalità di pubblicità dei finanziamenti erogati, verifica dell’attuazione delle attività svolte e la disciplina delle ipotesi di revoca dei finanziamenti concessi.

Art. 4.
(Finalità del Fondo).

1. Il Fondo è destinato all’attuazione degli obiettivi di servizio di cui all’articolo 2, comma 2 e, in particolare, alle seguenti finalità:

a) attivare programmi di intervento volti a favorire percorsi di deistituzionalizzazione, di supporto alla domicilarità in residenze o gruppi appartamento che riproducono le condizioni abitative e relazionali della casa familiare e che tengono conto anche delle migliori opportunità offerte dalle nuove tecnologie, al fine di impedire l’isolamento delle persone con disabilità;

a-bis) realizzare interventi di permanenza temporanea in una soluzione abitativa extrafamiliare per far fronte ad eventuali emergenze;

b) realizzare interventi innovativi di residenzialità per le persone di cui all’articolo 1, volti alla creazione di strutture alloggiative di tipo familiare o di analoghe soluzioni residenziali previste dalle normative regionali, che possono comprendere gli oneri di acquisto, di locazione, di ristrutturazione e di messa in opera degli impianti e delle attrezzature necessari per il funzionamento degli alloggi e delle strutture;

c) sviluppare, ai fini di cui alle lettere a) e b), programmi di accrescimento della consapevolezza, di abilitazione e di sviluppo delle competenze per la gestione della vita quotidiana e per il raggiungimento del maggior livello di autonomia possibile delle persone di cui all’articolo 1, comma 2.

2. Al finanziamento dei programmi e all’attuazione degli interventi di cui al comma 1, nel rispetto del principio di sussidiarietà e delle rispettive competenze, possono compartecipare le regioni, gli enti locali, gli enti del terzo settore, nonché altri soggetti di diritto privato con comprovata esperienza nel settore dell’assistenza alle persone disabili e le famiglie che si associano per le finalità di cui all’articolo 1.

Art. 5
(Detraibilità delle spese sostenute per le polizze assicurative finalizzate alla tutela delle persone con disabilità grave).

1. All’articolo 15, comma 1, lettera f), del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, dopo le parole: «o di invalidità permanente.» sono inserite le seguenti: «A decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2015, l’importo di euro 530 è elevato a euro 1.000 relativamente ai premi per assicurazioni aventi per oggetto il rischio di morte finalizzate alla tutela delle persone con disabilità grave accertata con le modalità di cui all’articolo 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104».

2. Alla copertura delle minori entrate derivanti dal comma 1, pari a 47,6 milioni di euro per l’anno 2016 e a 27,2 milioni di euro annui a decorrere dal 2017, si provvede ai sensi del successivo articolo 9.

Art. 6.
(Agevolazioni tributarie per i trust costituiti in favore di persone affette da disabilità grave).

1. I trasferimenti di beni e di diritti per causa di morte, per donazione o a titolo gratuito e sulla costituzione di vincoli di destinazione a vantaggio di trust istituiti in favore delle persone con disabilità grave accertata con le modalità di cui all’articolo 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, sono esenti dall’imposta di successione e donazione prevista dall’articolo 2, commi da 47 a 49, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286, e successive modificazioni.

2. L’esenzione di cui al precedente comma è ammessa a condizione che il trust persegua come finalità esclusiva la cura e l’assistenza della persona disabile in cui favore il trust è istituito. La detta finalità deve essere espressamente indicata nell’atto istitutivo del trust.

3. L’esenzione di cui al comma 1 è ammessa altresì se sussistono, congiuntamente, le seguenti condizioni:

a) l’istituzione del trust è fatta per atto pubblico;

b) l’atto istitutivo identifichi in maniera chiara ed univoca i soggetti coinvolti ed i rispettivi ruoli; descriva le funzionalità e i bisogni specifici della persona disabile in favore della quale il trust è istituito; indichi le attività assistenziali necessarie a garantire la cura e i bisogni della persona disabile;

c) l’esclusivo beneficiario del trust è la persona con disabilità grave;

d) i beni, di qualsiasi natura, conferiti nel trust sono destinati esclusivamente alla realizzazione delle finalità assistenziali del trust;

e) l’atto istitutivo individua il soggetto preposto al controllo delle obbligazioni imposte all’atto istitutivo del trust da parte del trustee;

e-bis) l’atto istitutivo stabilisce il termine finale di durata del trust nella data della morte della persona con disabilità grave;

f) l’atto istitutivo stabilisce la destinazione del patrimonio residuo.

4. Ai trasferimenti di beni e di diritti in favore dei trust istituiti in favore delle persone con disabilità grave accertata con le modalità di cui all’articolo 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104 le imposte di registro, ipotecarie e catastali si applicano in misura fissa.

5. Gli atti, i documenti, le istanze, i contratti, nonché le copie anche se dichiarate conformi, gli estratti, le certificazioni, le dichiarazioni e le attestazioni posti in essere o richiesti dal trust sono esenti dall’imposta di bollo prevista dal decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642.

6. I comuni possono applicare, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, agli immobili e ai diritti reali immobiliari conferiti nei trust di cui al comma 1 aliquote ridotte, franchigie o esenzioni ai fini dell’imposta municipale sugli immobili.

7. Alle erogazioni liberali, alle donazioni e agli altri atti a titolo gratuito effettuati dai privati nei confronti di trust istituiti ai sensi del comma 1 si applicano le agevolazioni di cui all’articolo 14, comma 1, del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, e i limiti ivi indicati sono innalzati, rispettivamente, al 20 per cento del reddito imponibile e a 100.000 euro.

8. Le agevolazioni di cui al presente articolo si applicano a decorrere dal periodo di imposta 2016.

9. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da emanarsi, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalità di attuazione del presente articolo.

10. Alle minori entrate derivanti dai commi 1, 4 e 5, valutate in 10 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2016, e dal comma 7, valutate in 6 milioni di euro per l’anno 2017 e a 3,5 milioni di euro annui a decorrere dal 2018, si provvede ai sensi dell’articolo 9.

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