Gestione del patrimonio immobiliare dell’Inps a Bergamo

Gestione del patrimonio immobiliare dell’Inps a Bergamo

Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali . — Per sapere

– premesso che:

– l’INPS, quale ente pubblico, è sottoposto alla vigilanza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali;

– la governance dell’istituto, oltre che dal presidente, è assicurata dai diversi organi con responsabilità inerenti sia a compito di fissare gli obiettivi strategici e di approvare i bilanci, sia a quello di esercitare un controllo continuativo sulla gestione dell’istituto;

– i comitati regionali e provinciali hanno il compito di stabilire regole, decidere sui ricorsi e formulare proposte normative in materia di prestazioni e contributi;

– l’INPS non dichiara profitti e si fonda su un patto di solidarietà fra generazioni, per cui la finalità solidaristica e l’assenza di lucro non lo configurano come impresa;

– l’INPS ha 700 sedi proprie e 25.440 tra palazzi, appartamenti e negozi destinati alla vendita o alla locazione e, secondo il rapporto consegnato al Parlamento nel novembre 2013 dal direttore generale Nori, si tratta di 15.100 unità ex Inpdap, 9.500 ex Inpdai, 750 dell’Inps, 90 ex Ipost;

– il patrimonio è stato valutato complessivamente 3,2 miliardi di euro: 800 milioni sono il valore di 700 sedi proprie, i restanti 2,4 miliardi invece quello di 25.440 unità immobiliari (palazzi, appartamenti, negozi) destinate alla vendita o alla locazione;

– nonostante l’enorme valore del patrimonio immobiliare gli affitti non coprono le spese di gestione per cui, secondo alcune stime, l’INPS ha accumulato tra 2008 e 2013 una perdita di 655 milioni di euro;

– la legge 410 del 2001, di conversione del decreto legge 351 del 2001, ha avviato il processo di privatizzazione e di valorizzazione degli immobili di proprietà delle pubbliche amministrazioni, modificando le disposizioni precedenti in materia di dismissione del patrimonio immobiliare pubblico (decreto legislativo n. 104 del 1996 e circolari attuative, legge n. 140 del 1997 e relativi decreti interministeriali);

– secondo la prima operazione di cartolarizzazione affidata alla SCIP S.r.l la maggior parte del patrimonio immobiliare è stata venduta agli inquilini, ai sensi dell’articolo 3 della legge n. 410 del 2001 e le unità libere, quelle inoptate e le nude proprietà sono state poste in vendita al miglior offerente tramite le aste;

– con la seconda operazione di cartolarizzazione, effettuata con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 21 novembre 2002, pubblicato sul supplemento ordinario della Gazzetta ufficiale n. 279 del 28 novembre 2002, sono stati trasferiti alla SCIP S.r.l. gli immobili già appartenenti al patrimonio degli Enti previdenziali;

– sulla base del contratto di gestione sottoscritto con la SCIP S.r.l., l’INPS ha assunto il compito di gestire gli immobili trasferiti attraverso l’adempimento di una serie di attività necessarie alla vendita degli immobili cartolarizzati;

– gli immobili cartolarizzati già INPS e quelli già INPDAI sono stati individuati con diversi decreti dell’Agenzia del demanio;

– sul territorio di Bergamo l’INPS, divisione patrimonio regionale di Milano, ha destinato sia alla locazione sia alla vendita diversi immobili, tra cui alcuni destinati alla civile abitazione e altri, come l’area tra i palazzi di via Borfuro e via Sant’Orsola, in pieno centro a Bergamo, destinata a parcheggio;

– secondo quanto riportato da alcuni organi di stampa, la gestione delle proprietà immobiliari dell’INPS sul territorio di Bergamo – appartamenti, box, uffici, negozi – presenterebbe diversi profili di criticità sia sotto il profilo delle procedure adottate per la gestione o l’assegnazione, sia sotto quello della redditività delle proprietà stesse, in quanto i canoni d’affitto per le locazioni e i valori per la dismissione risultano al di sotto dei valori di mercato;

– sono in essere diverse cause in sede civile intentate a vario titolo dai condomini nei confronti dell’INPS;

– anche le organizzazioni sindacali hanno denunciato una gestione contabile approssimativa e poco trasparente del patrimonio immobiliare INPS, definendo non congrui i criteri adottati dall’INPS rispetto alle finalità dell’ente e della stessa normativa vigente, sia per l’assegnazione in locazione sia per le vendite del patrimonio immobiliare;

– è opportuno che i dirigenti dell’INPS adottino, rispetto alle legittime richieste di chiarimenti, un comportamento coerente rispetto alla normativa in materia di trasparenza degli enti pubblici –:

quali iniziative il Governo intenda mettere in atto al fine di evitare le criticità emerse a più riprese nella gestione del patrimonio immobiliare dell’INPS, con particolare riferimento alle proprietà site nel territorio di Bergamo, tenendo presente che una peculiarità di un ente pubblico deve essere quella della massima trasparenza dei criteri adottati, dell’efficienza delle procedure e di una governance non solo capace di fissare gli obiettivi strategici e di approvare i bilanci, ma anche di esercitare un responsabile controllo sulla gestione.

Carnevali (primo firmatario), Misiani

Interrogazione a risposta scritta presentata il 25 giugno 2015

(foto di Corriere della Sera – Bergamo)

Argomenti: