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Emendamenti alla proposta di legge sull’accesso alle informazioni per i figli adottati

Emendamenti alla proposta di legge sull’accesso alle informazioni per i figli adottati

Gli emendamenti presentati in aula al testo unificato delle proposte di legge che contengono «Disposizioni in materia di accesso del figlio adottato alle informazioni sulle proprie origini e sulla propria identità».

 

Articolo 1

1. All’articolo 28 della legge 4 maggio 1983, n. 184, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 5:

1) le parole: «L’adottato» sono sostituite dalle seguenti: «L’adottato, o il figlio non riconosciuto alla nascita nel caso di revoca della dichiarazione della madre di non voler essere nominata ai sensi dell’articolo 30, comma 1, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396,»;

2) sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «L’accesso alle informazioni non legittima azioni di stato né dà diritto a rivendicazioni di carattere patrimoniale o successorio da parte dell’adottato. Quando il figlio sia parzialmente o totalmente incapace, l’istanza è presentata da chi ne ha la legale rappresentanza»;

b) il comma 7 è sostituito dal seguente:

«7. L’accesso alle informazioni è consentito nei confronti della madre che, avendo dichiarato alla nascita di non voler essere nominata ai sensi dell’articolo 30, comma 1, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396, abbia successivamente revocato tale dichiarazione ovvero sia deceduta. La revoca deve essere resa dalla madre con dichiarazione autenticata dall’ufficiale dello stato civile, contenente le indicazioni che consentano di risalire al luogo e alla data del parto nonché all’identità della persona nata. L’ufficiale dello stato civile trasmette senza ritardo la dichiarazione di revoca al tribunale per i minorenni del luogo di nascita del figlio»;

c) dopo il comma 7 è inserito il seguente:

«7-bis. Su istanza dei soggetti legittimati ad accedere alle informazioni ai sensi dei commi 4 e 5, o del figlio non riconosciuto alla nascita in mancanza di revoca della dichiarazione della madre di non voler essere nominata, il tribunale per i minorenni, con modalità che assicurino la massima riservatezza, avvalendosi preferibilmente del personale dei servizi sociali, contatta la madre per verificare se intenda mantenere l’anonimato ai sensi dell’articolo 30, comma 1, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396. L’istanza può essere presentata, per una sola volta, al tribunale per i minorenni del luogo di residenza del figlio. Al fine di garantire che il procedimento si svolga con modalità che assicurino la massima riservatezza e il massimo rispetto della dignità della madre, il tribunale per i minorenni tiene conto, in particolare, dell’età e dello stato di salute psico-fisica della madre nonché delle sue condizioni familiari, sociali e ambientali. Ove la madre confermi di voler mantenere l’anonimato, il tribunale per i minorenni autorizza l’accesso alle sole informazioni di carattere sanitario, riguardanti le anamnesi familiari, fisiologiche e patologiche, con particolare riferimento all’eventuale presenza di malattie ereditarie trasmissibili».

Emendamento 1.201

Al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

a) al comma 5, le parole: «L’adottato» sono sostituite dalle seguenti: «L’adottato o la persona non riconosciuta alla nascita, nel caso di revoca della dichiarazione di non voler essere nominata da parte della donna che non ha riconosciuto il proprio nato»;

Piazzoni, Albini, D’Incecco, Carnevali

 

Emendamento 1.213

Al comma 1, lettera a), numero 2), sostituire le parole da: da parte dell’adottato fino alla fine del numero, con le seguenti: L’istanza può essere presentata esclusivamente dall’interessato.

Piazzoni, Albini, D’Incecco, Carnevali

 

Emendamento 1.239

Al comma 1, lettera a), numero 2), dopo le parole: legale rappresentanza aggiungere le seguenti: solo per l’acquisizione delle informazioni di carattere sanitario.

Miotto, Lenzi, Piazzoni, Albini, D’Incecco, Carnevali, Becattini

Approvato

 

Emendamento 1.225

Al comma 1, lettera b), capoverso comma 7, primo periodo, sostituire le parole da: madre fino alla fine della lettera, con le seguenti: donna che, avendo dichiarato al momento del parto di non volere essere nominata ai sensi dell’articolo 30, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396, abbia successivamente revocato tale dichiarazione. La revoca può essere espressa in qualunque momento tramite una comunicazione scritta al Garante per la protezione dei dati personali, il quale la annota in un registro riservato, consultabile esclusivamente da tale autorità per le finalità di cui al presente articolo.

Conseguentemente, al medesimo comma, sostituire la lettera c) con la seguente:

c) dopo il comma 7 sono inseriti i seguenti:

«7-bis. L’adottato o la persona non riconosciuta alla nascita può, raggiunta l’età di venticinque anni, richiedere al Tribunale per i minorenni che ha pronunciato la sua adozione o che comunque è competente per il territorio di residenza, di incontrare la donna che lo ha partorito. L’istanza decade con la morte del richiedente o a seguito di revoca dell’istanza da parte del richiedente. Il Tribunale esamina la richiesta che, se accolta, trasmette al Garante per la protezione dei dati personali che ne dà attuazione, a condizione che la donna abbia precedentemente comunicato la sua decisione di revocare il diritto all’anonimato. Il Garante, avvalendosi dei servizi sociali degli enti locali, assume le necessarie iniziative volte all organizzazione del loro primo incontro. L’adottato o la persona non riconosciuta alla nascita non può rivelare a terzi l’identità della donna che lo ha partorito e tutte le persone coinvolte nel procedimento sono tenute al rispetto del segreto d’ufficio. La violazione di tale obbligo è punita con le sanzioni amministrative previste dall’articolo 162, comma 3 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 e successive modificazioni.

7-ter. Nel caso in cui la donna non abbia revocato la suddetta dichiarazione e non risulti pertanto inserita nel registro ovvero sia deceduta, il Garante ne da comunicazione al Tribunale per i minorenni, fornendo, se richieste, le informazioni di carattere sanitario riguardanti le anamnesi familiari, fisiologiche e patologiche, con particolare riferimento all’eventuale presenza di patologie ereditarie trasmissibili».

Conseguentemente, all’articolo 2, sostituire le parole: commi 7 e 7-bis con le seguenti: commi 7, 7-bis e 7-ter.

Piazzoni, Albini, D’Incecco, Carnevali

 

Emendamento 1.218

Al comma 1, lettera b), capoverso comma 7, primo periodo, sopprimere le parole: ovvero sia deceduta.

Lauricella, Rossomando, Martelli, Fregolent, Miotto, Lenzi, Piazzoni, Albini, D’Incecco, Carnevali

 

Emendamento 1.233

Al comma 1, lettera c), capoverso comma 7-bis, primo periodo, sopprimere la parola: preferibilmente.

Miotto, Piazzoni, Albini, D’Incecco, Carnevali, Becattini

 

Articolo 3

1. All’articolo 30 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396, dopo il comma 1 è inserito il seguente:

«1-bis. La madre è informata, anche in forma scritta: degli effetti giuridici, per lei e per il figlio, della dichiarazione di non voler essere nominata; della facoltà di revocare, senza limiti di tempo, la dichiarazione di non voler essere nominata e delle modalità per formalizzare la revoca, ai sensi dell’articolo 28, comma 7, della legge 4 maggio 1983, n. 184, e successive modificazioni; della facoltà del figlio, raggiunta l’età prevista dalla legge, di presentare istanza al tribunale per i minorenni affinché questo verifichi se la madre intenda mantenere l’anonimato, ai sensi del citato articolo 28, comma 7-bis, della legge n. 184 del 1983. Il personale sanitario raccoglie i dati anamnestici non identificativi della partoriente, anche con riguardo alla sua storia sanitaria personale e familiare, e li trasmette senza ritardo al tribunale per i minorenni del luogo di nascita del figlio, unitamente all’attestazione dell’informativa di cui al primo periodo».

Emendamento 3.200

Al comma 1, sostituire il capoverso 1-bis, con il seguente:

«1-bis. La donna che intende avvalersi del diritto alla segretezza del parto viene informata, anche in forma scritta, dal personale sanitario che l’assiste, degli effetti giuridici, per lei e per il suo nato, della dichiarazione di non volere essere nominata, nonché della facoltà di revocare senza limiti di tempo tale dichiarazione e delle modalità per formalizzarla, ai sensi dell’articolo 28, comma 7 e seguenti, della legge 4 maggio 1983, n. 184.».

Piazzoni, Albini, D’Incecco, Carnevali

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