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Commissariato di Treviglio, il governo eviterà sovrapposizioni dei presìdi di sicurezza

Commissariato di Treviglio, il governo eviterà sovrapposizioni dei presìdi di sicurezza

Il piano di riorganizzazione della presenza delle forze dell’ordine sul territorio risponde «a una logica del costante miglioramento organizzativo, senza perdere di vista, tuttavia, le esigenze di razionalizzazione della spesa pubblica». Lo dice la riposta scritta del viceministro dell’interno Filippo Bubbico all’interrogazione che i deputati del Partito Democratico Antonio Misiani, Giovanni Sanga, Elena Carnevali e Beppe Guerini avevano presentato nel febbraio dello scorso anno sull’ipotesi di chiusura del commissariato di pubblica sicurezza di Treviglio.

Il piano, dice Bubbico nella risposta, non è ancora definito perché nel frattempo il governo ha presentato un disegno di legge sulla riorganizzazione delle pubbliche amministrazioni che contiene «alcune importanti indicazioni proprio in tema di riorganizzazione del sistema della sicurezza». In particolare, l’esecutivo vorrebbe evitare «duplicazioni e sovrapposizioni dispersive» e «favorire la gestione associata dei servizi, in adesione ai principi di efficienza della spesa pubblica».

Solo quando il Parlamento avrà approvato il disegno di legge precisandone i contenuti, il governo potrà procedere alla definizione del piano di razionalizzazione delle forze di sicurezza.

Secondo Bubbico, si può già chiarire che «gli interventi ipotizzati nel piano saranno dettati da esclusive esigenze di efficientamento, senza che ne venga a soffrire la qualità del prodotto sicurezza», cheanzi  saràaccresciuta da una migliore e più adeguata rispondenza alle esigenze del paese con una effettiva «prossimità al cittadino».

Il progetto di riorganizzazione si articolerà «su due linee direttrici fondamentali»: compensazione tra le due forze a competenza generale nel presidio del territorio (carabinieri e polizia) per un migliore impiego delle risorse umane «in aree in cui le carenze di organico dei due corpi di polizia e i mutati scenari della sicurezza suggeriscono una diversa e più razionale distribuzione del personale» e per recuperare agenti da destinare a compiti operativi; razionalizzazione dei presìdi delle quattro specialità di base della polizia di Stato (stradale, ferroviaria, postale e di frontiera) e dei reparti speciali (squadre nautiche, squadre dei sommozzatori, squadre a cavallo e nuclei artificieri).

L’intervento sulla rete dei presìdi delle quattro specialità, ha chiarito il viceministroBubbico, è motivato dal fatto che l’ultimo schema organizzativo risale ai decreti ministeriali del 1989 e appare legato a una realtà superata. Nel complesso, conclude il viceministro nella risposta, si può affermare che «attraverso l’insieme degli interventi di ottimizzazione ipotizzati per le specialità sarà possibile recuperare risorse per compiti prettamente operativi, a beneficio di un miglioramento complessivo dei servizi e dell’azione di polizia».

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