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Le condizioni del Cara di Mineo

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L’audio dell’intervento di Elena Carnevali durante la conferenza stampa che la Commissione di inchiesta sul sistema di accoglienza, identificazione e trattenimento dei migranti ha tenuto all’aeroporto di Catania al termine della missione in Sicilia.

Dal punto di vista strutturale sono emerse condizioni di manutenzione precaria: se qualcuno pensa che quello sia un luogo, come dire, «a cinque stelle», deve ricredersi perché in realtà c’è l’esigenza di porre mano al centro sia dal punto di vista della manutenzione ordinaria e straordinaria, sia da quello delle condizioni igieniche.

La visita all’ interno dei luoghi abitati ha evidenziato la loro inappropriatezza. Inoltre, soprattutto dai colloqui che abbiamo potuto fare come Commissione, è emerso che c’è un sistema opaco nella gestione documentale e di rendicontazione: questo punto deve essere chiarito perché sulla rendicontaziobe si basa il contributo economico che viene concesso.

Il sistema di accoglienza va modificato: noi siamo sempre stati convinti del superamento dei grandi centri, dove sono spesso evidenti i segnali di poca accoglienza. Maggiore attenzione va data poi alle donne e ai minori. Come ci è stato detto anche a Pozzallo, quasi sempre le donne sono persone che hanno subito violenze, quindi centri molto grandi non consentono una presa in carico adeguata di chi è più vulnerabile e soprattutto più fragile. Noi siamo convinti che vada introdotto un sistema di accoglienza molto più diffuso, più capillare.

Altro tema essenziale è quello dei procedimenti di identificazione: se le Commissioni territoriali delle prefetture sono state raddoppiate da venti a quaranta, è stato fatto per consentire il riconoscimento dello status di rifugiato in tempi ragionevoli. Dappertutto, lo abbiamo potuto appurare anche con la Prefettura di Catania, c’è stato un incremento di attività e, di conseguenza, un grosso ritardo. Servono risorse umane. Anche dall’incontro con la delegazione tedesca è emerso che in Germania occorrono in media sette mesi per ottenere il riconoscimento dello status di rifugiato: noi non possiamo avere tempi che ormai vanno da dodici a diciotto o addirittura a ventiquattro mesi, se tutto va bene.

Serve poi una corretta gestione del denaro pubblico, non vogliamo nessun tipo opacità, vogliamo la massima trasparenza nelle modalità di utilizzo del denaro pubblico e delle risorse che sono dello Stato e dei contribuenti.

L’ultimo punto importante che grazie all’ attività del Governo è entrato nell’agenda dell’Unione europea è la creazione di un clima di disponibilità da parte degli altri Paesi membri a farsi carico di quote di migranti. Quindi deve essere modificata la loro distribuzione all’interno del nostro territorio ma anche all’esterno, cioè presso gli altri Paesi.

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